Coccinelle, pipistrelli e rapaci: quando la natura funziona meglio dei pesticidi
Animali della naturale catena alimentare iniziano a essere utilizzati al posto di pesticidi e sostanze chimiche invasive per la lotta ai parassiti, sia in agricoltura che nelle nostre città. La natura è più efficiente della chimica…
Dopo decenni in cui sembrava che la chimica sarebbe stata la panacea a tutti i mali, si è cominciato a interrogarsi sulle conseguenze dell’uso indiscriminato di pesticidi in agricoltura.
L’alternativa c’è e viene anche praticata, specie nel caso dell’agricoltura biologica. I metodi sono diversi e vanno dalle sostanze di origine vegetale alla conoscenza della catena alimentare, in modo da sfruttare i predatori naturali di determinati parassiti per preservare le colture.
Insetti, piccoli rettili, pipistrelli, rapaci e rane sono solo alcuni esempi. Un caso noto praticamente a tutti sono le coccinelle.
Questi insetti dall’aspetto lezioso sono, in effetti, efficientissimi predatori, come riporta Gefisecologia:
Gli afidi sono eliminati in modo naturale da altri insetti utili come le coccinelle. Questi insetti vivono in presenza di cespugli e sono grandi divoratori di insetti più piccoli. Nonostante il loro aspetto bonario, se il vostro giardino è popolato da una famiglia di coccinelle la popolazione degli afidi si ridurrà notevolmente, senza ricorrere a sostanze chimiche o sintetiche. Le lucertole svolgono un ruolo analogo: contribuiscono a mantenere entro determinati limiti la popolazione degli insetti e delle lumache.
La specie più vorace è la coccinella asiatica, introdotta anche negli altri continenti per la lotta biologica in agricoltura. Tuttavia l’introduzione di una specie aliena ha sconvolto l’habitat delle specie autoctone, con conseguenze significative, come spiega L’Orologiao Miope:
La coccinella a sette punti e’ un predatore cosi’ eccellente e gli afidi una calamita’ cosi’ grave che a partire dagli anni ‘70 del secolo scorso sono stati fatti diversi tentativi di introduzione di questo insetto negli Stati Uniti, andati a buon porto per la gioia dei coltivatori di soya, piselli, noci pecan e simili e a detrimento delle 450 specie di coccinelle americane, meno voraci e che mal tollerano un competitore cosi’ formidabile.
Non contenti della coccinella a sette punti pero’ gli americani nel 1988 hanno introdotto nel loro territorio anche un’altra coccinella, Harmonia axyridis, che proviene dalle steppe centrali dell’Asia occupando un territorio che va dal Kazakhstan al Giappone. Il risultato e’ che ora le coccinelle americane prendono sberle sia dalle coccinelle europee che dalle coccinelle asiatiche, il che pone un serio rischio per la sopravvivenza delle specie autoctone molto meno competitive.
Questo sarebbe gia’ un male in se, ma non e’ finita qui. Anche gli europei, per non essere da meno, pur avendo la loro efficentissima coccinella a sette punti, hanno comunque venduto la coccinella asiatica come sistema di lotta biologica. In Francia, Belgio e Olanda era liberamente in commercio sino al 1995 ed e’ stata intenzionalmente rilasciata in almeno altri nove paesi europei. E’ stato un disastro: oggi e’ considerata la specie di coccinella che si diffonde piu’ rapidamente al mondo.
Ma la coccinella non è l’unico rimedio naturale contro i parassiti: Mizio’s propone una serie di rimedi naturali per orti e giardini:
- Macerato di aglio: Per ogni litro d’acqua prendere tre spicchi d’aglio freschi, spellarli e tagliare ogni spicchio in quattro parti.
Lasciare riposare in acqua a temperatura ambiente per tre giorni, dopodichè nebulizzare sulla pianta. (Ha un odore nauseabondo, ma non permane sulla pianta nebulizzata)- Macerato Di ortica: macerare 20g di pianta essiccata in un litro di acqua per due giorni. Filtrare e spruzzare il liquido ottenuto direttamente sugli insetti. (Preferibilmente non usare ortica raccolta ai bordi di strade trafficate)
- Macerato di Peperoncino: prendere sei peperoncini, per litro d’acqua a temperatura ambiente, sbriciolarli e lasciar riposare per cinque giorni. Filtrare l’acqua e nebulizzare. (Attenzione agli occhi quando nebulizzate)
Ma la coccinella non è l’unico insetto a venire allevato espressamente per la lotta biologica ai parassiti in agricoltura. Spiega Luisa, contadina bio, a un’insolita intervistatrice su Galline: 2nd life:
GNOMA: Usate le coccinelle per uccidere gli afidi?
LUISA: Si, ma quelle si trovano già in natura. usiamo anche altri insetti amici, come il ragno bianco. Esiste un laboratorio a Cesena che alleva e vende insetti per mangiare altri insetti dannosi. Il ragno bianco per esempio che mangia il ragno rosso, che rovina peperoni e melanzane.
Per quello che riguarda la lotta alle zanzare, oltre alla disinfestazione molti Comuni hanno deciso di ricorrere ai predatori. Il comune di Asti ha deciso di ricorrere ai pipistrelli, come racconta Ecoblog:
Che i pipistrelli siano acerrimi nemici delle zanzare lo sappiamo e dunque il Comune di Asti ha avviato un nuovo progetto in campo ambientale: da quest’anno, per la lotta alle zanzare, oltre alle consuete tecniche di disinfestazione, si stanno percorrendo strade alternative ed ecologiche usando proprio i pipistrelli.
La sperimentazione consiste nel monitoraggio dei pipistrelli in ambiente urbano e nell’installazione di circa una ventina di bat box, le casette-nido utilizzate come rifugio da parte dei pipistrelli stessi. In una bat box possono nidificare anche più di 200 cuccioli di pipistrello.
Anche a Roma è in corso una sperimentazione simile, per il momento limitata nella zona di Corviale. Scrive Ecodiario:
Il Comune di Roma, sulla scia di altre realtà italiane, installa a Corviale 25 Bat-box, ossia case per i chirotteri (pipistrelli) che mangiano duemila insetti a notte. L’idea è dell’Ater, l’istituto che in città gestisce migliaia di case popolari. Ogni piccolo mammifero, infatti, può cibarsi di duemila insetti per notte e quindi essere un regolatore naturale contro l’invadenza delle zanzare, particolarmente aggressive nel periodo primaverile-estivo. Le Bat-box sono state installate sugli alberi nei pressi degli edifici.
Se nella vostra zona non è in corso nessun ripopolamento, ma voleste comunque provare autonomamente a difendervi dalle zanzare con l’aiuto dei pipistrelli, in alcune regioni le bat box si possono acquistare anche nei supermercati, come riporta Paoblog:
un sito internet racconta come costruire da sé la bat-box a casa.
Altrimenti fate una gita al supermercato, ma in Toscana: in quella regione, infatti, da oltre un anno sono in vendita bat-box prefabbricate. Sugli scaffali di una grande catena di ipermercati ci sono bat-box in legno multistrato di betulla, senza collanti e coloranti nocivi, inodori, di circa 35 centimetri di larghezza per 60 d’altezza e solo 5 centimetri di spessore.
Sono state progettate dal gruppo di ricercatori del Museo di Storia Naturale, Sezione di Zoologia «La Specola» dell’Università di Firenze, in base alle esperienze acquisite sulle specie di pipistrelli italiani. E hanno dato buoni risultati nelle sperimentazioni effettuate già da alcuni anni in vari Comuni della Toscana. Importante la localizzazione delle bat-box: i pipistrelli le utilizzeranno come rifugio se saranno ben collocate e facilmente individuabili. Meglio montarle su una parete esterna di casa, a circa 4 metri d’altezza dal suolo, magari vicino alla vegetazione; oppure sul tronco di un albero.
Anche altri animali e piante possono essere d’aiuto nella lotta alle zanzare. Oltre ai gechi, animali timidi e schivi, ma efficientissimi mangiatori di zanzare, Ecowiki suggerisce anche altre soluzioni:
Libellule nelle risaie. La provincia di Novara ha avviato un progetto di ripopolamento delle libellule, grandi predatori delle larve di zanzara, creando stagni apposta per questi insetti.
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Piante repellenti: la Catambra® e’ pianta antizanzara geneticamente modifica a partire dalla Catalpa, ha una efficacia pari al doppio della chioma, per cui ne servono molte per garantirsi una protezione efficace. Il Pelargonium graveolens e’ un geranio particolarmente profumato, più efficace degli ibridi comunemente in vendita creati per esaltare i fiori. Il legno del Cedrus atlantica contiene oli essenziali con funzione anche antitarme.
Tornando all’agricoltura, in diverse parti d’Italia si stanno reintroducendo diverse specie di rapaci per contenere la popolazione di roditori, piuttosto che utilizzare in maniera indiscriminata sostanze chimiche. Materanatura scrive:
Sui campi di erba medica appena sfalciata in questi giorni si incontrano gruppi di rapaci a caccia di arvicole e topolini. Per ore e ore si vedono banchettare a sbafo ripulendo il terreno dai numerosi roditori. Meglio avere tanti falchi a caccia che spargere velenose sostanze per decimare i roditori. Il terreno inumidito dalle prime irrigazioni facilita forse la catture delle prede che si mostrano in superficie. Oltre a grillai e poiane è facile vedere sui campi nibbi bruni e falchi di palude.
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