Addio a lampadine ed elettrodomestici ad alto consumo. E l’Italia?
Dal 1 settembre una normativa europea mette fuori commercio le lampadine a incandescenza, mentre dal 2010 non sarà più possibile la vendita di elettrodomestici che non rispettino criteri di alta efficienza energetica. Un passo avanti per l’ambiente, ma in Italia la situazione non è altrettanto definita
L’Unione Europea ha bandito in tutta l’area dei suoi stati membri le vecchie lampadine a incandescenza, che verranno sostituite dalle nuove a basso consumo.
Si è parlato di questa normativa dalla primavera passata, ma dal 1 di settembre 2009 è entrata effettivamente in vigore.
Il regolamento interessa anche gli elettrodomestici, ma questo suo aspetto entrerà in vigore a partire dal 2010, momento da cui sarà permessa esclusivamente la commercializzazione degli apparecchi ad alta efficienza energetica.
Si direbbe una vittoria per l’ambiente, ma nel caso dell’Italia la faccenda non è così semplice. Cerchiamo di capire come stanno le cose.
Spiega Onegreentech:
Dal primo settembre è infatti divenuto effettivo in tutta la comunità il divieto di vendita delle vecchie lampadine a incandescenza da 100 Watt, messe al bando a favore delle molto più efficienti lampade fluorescenti.
Nei prossimi anni seguirà lo stesso divieto anche per le lampadine di minori voltaggi, con quelle da 75 Watt proibite dal 2011, quelle da 40 e da 25 dal settembre 2012. Al loro posto, le lampade fluorescenti, in grado di consumare circa il 70 per cento di elettricità in meno.
Una differenza in grado, in una singola abitazione, di compensare il maggior costo delle lampadine ad efficienza energetica con significative riduzioni sulla bolletta, attutito anche dalla durata 6 volte maggiore. Ma anche una differenza che, moltiplicata per tutte le abitazioni dell’intera Europa, potrà significare una grande riduzione dei consumi di energia elettrica, quantificabile in diverse centrali elettriche, quindi in circa 38 milioni di tonnellate di anidride carbonica, e in circa 156 milioni di barili di petrolio.
Questa la situazione europea. Ma l’Italia, come spesso accade, fa eccezione, come ricorda Ecoblog:
L’Italia, è bene ricordarlo, qualche mese fa ha rinnegato questa risoluzione con la Legge 1195 che di fatto prolunga la vendita di lampadine a incandescenza pari o superiori a 100 watt e di frigoriferi anche di classe C.
Dunque in Italia la vendita delle lampadine a incandescenza è permessa oppure no? Cerca di fare chiarezza Blogeko:
Per provare a dipanare la matassa seguendo il filo proposto dall’Assil bisogna cominciare dalla Finanziaria 2008, approvata nel dicembre 2007 dal Governo Prodi. All’articolo 2, comma 163, disponeva il divieto a commercializzare lampadine a incandescenza dopo il primo gennaio 2011.
Nel maggio scorso, tuttavia, queste norme della Finanziaria 2008 sono state abrogate nell’ambito delle “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonchè in materia di energia”. Lo si legge all’articolo 27, comma 10.
E dunque? No problem, dice il comunicato stampa dell’Associazione Nazionale Produttori Illuminazione. Il testo abrogato della Finanziaria 2007 a proposito delle lampadine a risparmio energetico era in contraddizione con la direttiva europea 2005/32/CE in merito alla progettazione ecocompatibile, recepita in Italia nel 2007.
La legge del 2007 che recepiva la direttiva europea vietava l’importazione e la commercializzazione di alcune lampadine a incandescenza già dal settembre di quest’anno. La Finanziaria 2007 posticipava questo divieto al gennaio 2011. Abolita questa parte della Finanziaria, resta in vigore il precedente divieto a partire dal settembre 2009. Da ora, appunto.
Green Area riporta i chiarimenti della Assil, l’Associazione Nazionale Produttori Illuminazione:
Secondo il comunicato dell’Associazione, l’emendamento non è frutto di una scelta per sostenere le aziende che non hanno innovato quanto un passaggio necessario perchè il comma 163 dell’articolo 2 della legge finanziaria 2008 era in palese contrasto con il Regolamento 244/2009/CE, già in vigore dal 13 aprile 2009.
Tale Regolamento introduce il divieto di importazione e commercializzazione per alcune tipologie di lampade ad incandescenza già a partire da settembre 2009, e non da gennaio 2011, apportando benefici in termini di risparmio energetico con ampio anticipo rispetto a quanto previsto dalla legge finanziaria.
Va precisato, inoltre, che il comma 163 prescriveva un divieto immediato e generalizzato per le lampade ad incandescenza vietando, ad esempio, molte delle lampadine presenti nei fari delle auto in circolazione e altre tipologie di lampade ad incandescenza e ad alogeni che invece sono ancora ammesse, ma che saranno gradualmente eliminate dal mercato con le tempistiche riportate nel Regolamento stesso.
Anche per quello che riguarda gli elettrodomestici, la situazione è fumosa. Questa la normativa europea, riportata da Finanzia in chiaro:
Dall’estate del 2010, frigoriferi, lavatrici e per la prima volta televisori, se non rispetteranno un certo standard di efficienza non potranno essere più messi sul mercato, che vedrà l’arrivo di elettrodomestici sempre più all’avanguardia in fatto di consumi rispetto a quelli attuali.
Gli Stati membri hanno infatti dato il via libera alle nuove regole proposte per migliorare il risparmio energetico di diversi prodotti in un incontro del Comitato di regolamentazione dell’etichettatura energetica ed ecodesign.
Se nei prossimi due mesi di consultazioni l’Europarlamento non chiederà modifiche, la Commissione potrà lanciare il pacchetto di misure. Misure che dovrebbero tagliare la bolletta energetica annuale complessiva dei 27 Stati membri di 51 TWh entro il 2020, l’equivalente del consumo in un anno di elettricità di Portogallo e Lettonia insieme.
Il grosso del risparmio arriverebbe dal taglio dei consumi effettuato dai televisori (43 TWh), poi frigoriferi e congelatori (6 Twh), e lavatrici (2 Twh). Con le nuove misure, le etichette energetiche di frigoriferi e lavatrici cambiano e i consumatori potranno scegliere un prodotto più efficiente del 20%, ma anche del 40% della classe A, che oggi rappresenta il top.
Nuovamente, l’Italia percorre una strada diversa. Scrive Ecologiae:
La maggioranza proprio ieri, in Commissione Industria del Senato, ha approvato un emendamento sull’energia che cancella questo divieto. Forse lo si è fatto per favorire quelle industrie che, non potendosi permettere macchinari più moderni, rischiano di chiudere. Ma proprio per questo motivo negli Stati Uniti sono centinaia le aziende che sono state salvate dal Governo con dei finanziamenti mirati a questo obiettivo, mentre in Italia si può salvare solo la Fiat in questo modo.
A lanciare l’allarme è stato il senatore Roberto Della Seta, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, che ha dichiarato all’Ansa:
Si tratta di un colpo di mano inaccettabile, un danno per l’industria italiana, l’ennesima prova che questa maggioranza sta isolando l’Italia dall’impegno globale contro i cambiamenti climatici e per l’innovazione energetica. In tutti i Paesi industrializzati, da Obama alla Merkel, chi governa cerca di stimolare in ogni modo l’innovazione energetica, spingendo sul risparmio, sull’efficienza, sulle energie rinnovabili, nella consapevolezza che ciò serve a combattere l’inquinamento e i cambiamenti climatici e serve anche a fronteggiare l’attuale crisi economica abbattendo i costi energetici a carico di famiglie e imprese e stimolando l’innovazione tecnologica. Solo in Italia ci sono una maggioranza e un Governo che si muovono in direzione opposta.
Fortunatamente, sembra che la parte relativa alla revoca del divieto sia stata emendata, come riporta Casa&Clima:
Con l’approvazione alla Camera di due emendamenti al ddl “Sviluppo” presentati dal Partito Democratico, è stato reintrodotto il divieto alla commercializzazione entro il 1° gennaio 2011 delle lampadine a incandescenza, come pure il bando dal 1° gennaio 2010 degli elettrodomestici di classe energetica inferiore alla A, dunque energivori e “inquinanti”.
Il divieto era stato cancellato lo scorso aprile in Commissione Industria al Senato con un emendamento al disegno di legge 1195 Sviluppo, poi approvato in aula al Senato il 14 maggio scorso. Nel mirino le norme contenute nella Finanziaria 2008 del governo Prodi, che all’articolo 2, comma 162, prevede che “a decorrere dall’1 gennaio 2010 è vietata la commercializzazione di elettrodomestici appartenenti alle classi energetiche inferiori rispetto alla classe A, nonché di motori elettrici appartenenti alla classe 3 anche all’interno di apparati”.
Inoltre, veniva abrogato anche il comma 163 dello stesso articolo della Finanziaria 2008, che recita: “A decorrere dall’1 gennaio 2011 sono vietate in tutto il territorio nazionale l’importazione, la distribuzione e la vendita delle lampadine a incandescenza, nonché l’importazione, la distribuzione e la vendita degli elettrodomestici privi di un dispositivo per interrompere completamente il collegamento alla rete elettrica”.
Ora lo stop agli elettrodomestici più inquinanti e alle lampadine a incandescenza è stato di nuovo reintrodotto.
Insomma, la situazione è contorta, ma sembra che forse una volta tanto l’Italia riuscirà ad allinearsi al resto dell’Unione Europea sulla strada dell’efficienza energetica.
Se, nel frattempo, voleste comunque capire come si calcola l’efficienza energetica di un elettrodomestico, vi viene in aiuto Casa Innovativa:
come si fa a calcolare la classe di un elettrodomestico, e quanto si risparmia nei consumi?
Da qualche anno, grazie ad una direttiva europea, su tutti gli elettrodomestici in commercio come frigoriferi, lavatrici, congelatori, lavastoviglie e condizionatori c’è una classificazione energetica ben evidente contraddistinta da una lettera dell’alfabeto.
Si va dalla classe G, la più bassa e meno efficiente da un punto di vista energetico, fino alla più elevata, la classe A.
Gli elettrodomestici di nuovissima generazione ormai sono tutti di classe A, A+ e perfino A++, mentre ormai sono fuori produzione gli apparecchi delle classi inferiori E, F e G.Ad una classe più alta, però, corrisponde un costo di acquisto più elevato, e sensibili differenze di prezzo si possono trovare anche tra una classe A e una A+. Questa maggiorazione di prezzo, comunque, viene recuperata in pochi anni in quanto il loro minore dispendio energetico porta ad un risparmio sulla bolletta che nel tempo ripaga la spesa iniziale (anche perché sono apparecchi che durano mediamente 15 – 20 anni).
In genere, escludendo il riscaldamento, il frigo, la lavastoviglie e lavatrice incidono per oltre la metà sul consumo di energia elettrica di una famiglia.
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ottobre 20th, 2009 at 17:48
La dispositiva che mette al bando le lampadine incandescenza 100W in su, opali, smerigliate ecc..non è sicuramente chiara quando parla di messa al bando. Che ne sia vietata la produzione e l’importazione dal 1 settembre 2009 è chiarissimo, ma cosa succede delle lampade in stock? Vi sono milioni di lampade nei magazzeni degli importatori, dei grossisti e dei negozi. Che succede con queste lampade? Certamente non possono essere messe al macero. Quindi non è esatto dire che non si possono più acquistare, ma che non si possono più produrre, per cui, doppo un certo lasso di tempo, spariranno dal mercato. Ma per adesso ci sono ancora.
Altro errore macroscopico è il tanto vantato risparmio energetico. Perchè non dire che l’80% del consumo è dato dai macchinari delle fabbriche? E che tante di queste macchine sono vecchie e con consumi enormi inutili, con i cosfi dei motori molto bassi? Perchè non dire che un motore da 1000cv cosfi 0,6 consuma come cento abitazioni ? Perchè non si fanno cambiare i motori con nuovi e maggior potenza effettiva? Semplice, le fabbriche sono in mano ai ” padroni “, le lampadine incandescenza sono usate dal popolino