20 anni dal crollo del Muro di Berlino, le celebrazioni
Arriva il ventennale del crollo del muro simbolo della Cortina di Ferro e della Guerra Fredda. In Germania e nel resto del mondo si preparano le celebrazioni per ricordare l’evento che ha rappresentato la fine di un’epoca storica
Era il 9 novembre 1989 quando, dopo diverse settimane di disordini, cadeva il Muro di Berlino.
Il muro era una barriera in cemento alta tre metri e mezzo, che separava Berlino Ovest da Berlino Est, e la Repubblica Democratica Tedesca dalla Repubblica Federale Tedesca. Ha diviso la città di Berlino per oltre 28 anni, dal 1961 sino al 1989.
Il muro è stato per decenni il simbolo della Guerra Fredda e della politica della Cortina di Ferro; la sua caduta ha rappresentato per intere generazioni un simbolo di speranza nell’evoluzione della politica mondiale e della coesistenza pacifica fra i popoli.
Per il ventennale di quel momento storico si sono moltiplicati in tutto il mondo le mostre, gli eventi e le celebrazioni per ricordare gli avvenimento del novembre del 1989 e la sua eredità nella storia mondiale.
La Germania, e Berlino in particolare, si preparano all’evento con una molteplicità di iniziative, come scrive Lsd Magazine:
oltre a istituzioni molto conosciute come il leggendario Checkpoint Charlie di Berlino e l’adiacente museo del Muro che esisteva già prima della sua caduta, sono infatti moltissimi i luoghi storici ed i musei sparsi nei Länder orientali e lungo quella che era la frontiera tra le due Germanie. Tra i vari musei dedicati all’ex Repubblica Democratica Tedesca spicca il recente DDR-Museum di Berlino che all’insegna del “Come eravamo” racconta la vita quotidiana nel dopoguerra dall’altra parte del Muro. Agli oggetti d’uso comune di quei tempi sono dedicate varie altre raccolte, per esempio aErfurt, a Eisenhüttenstadt (ex Stalinstadt), a Radebeul presso Dresda e ad Apolda, la città delle campane. Gli stessi centri della famigerata Stasi sono diventati musei di documentazione aperti al pubblico, come anche alcuni bunker che fungevano da rifugi segreti.
[...] Un’esperienza singolare è costituita dai cosiddettiTrabi-Safari ; mettersi al volante di una Trabant, la popolare vetturetta che circolava sbuffando sulle strade della DDR, equivale a un vero e proprio tuffo nel passato.
In questi mesi quello che resta del muro è stato accuratamente restaurato. Racconta Berlin&Out:
Che il Muro fosse dipinto, colorato, graffitato (anche da nomi importanti dell’arte contemporanea come Keith Haring) lo sapevano un po’ tutti. Ma a Ovest.
A Est certo non ci si poteva neanche avvicinare. Figuriamoci andarci a scrivere col pennarello “Otto ama Inga”.
Per cui nel 1989, quando il Muro cadde, da un lato si presentava come una gigantesca lavagna scarabocchiata, emblema di una sconfinata irriverente provocante libertà di espressione, dall’altro era una cupa, piatta, immacolata distesa di cemento armato. Insomma, una manna per i writer di tutto il mondo.
E mentre i graffiti della parte occidentale venivano piano piano strappati dai “Mauerspechter” (gli scalpellatori del Muro) che – con berlinese prontezza – ne fecero straordinari souvenir, qualcuno pensò di utilizzare il Muro grigio a Est come tela, trasformandolo così in una galleria tutelata, che non potesse essere saccheggiata dai turisti e che restasse a memoria di quello che il Muro era stato, ma soprattutto di quello che la sua caduta aveva significato. La East Side Gallery diciamo è così una specie di falso storico, che assomiglia in tutto e per tutto al Muro di Berlino così come appariva a Ovest (e che ora non c’è più) e che ci ricorda come quel manufatto di odio e repressione della libertà sia diventato dall’altro lato un manifesto di libertà, espressione, creatività.
106 giovani artisti vennero chiamati per dipingere liberamente il Muro e creare questa striscia di colore sulle rive del fiume, trasformando quella che un tempo era terra di nessuno in un luogo di incontro, memoria e gioia creativa.
E a restaurare la East Side Gallery sono stati proprio gli artisti che allora dipinsero quelle opere, come spiega News Europa:
Illuminata dal sole, Muriel Raox stende vernice rosa e verde sul muro di cemento, estendendola in entrambe le direzioni. Dei passanti curiosi si fermano a guardare. Ma la francese, con i suoi abiti macchiati dalla vernice, continua a dipingere il suo murale dai colori luminosi, lavorando su una fotografia di quello che dipinse quasi venti anni fa.
I passanti erano pieni di domande. Dopo tutto, la tela di Raox è unica – una striscia originale del Muro di Berlino. Nel 1990, non molto tempo dopo l’apertura del confine fortificato, un gruppo di 118 artisti da tutto il mondo venne a Berlino a decorare questo tratto del Muro con murales sia politici che poetici. Ora, con l’opera d’arte danneggiata e sgretolata, molti di quegli artisti sono tornati nella capitale tedesca in primavera e in estate – con l’obiettivo di far tornare il monumento, conosciuto come East Side Gallery, alla sua gloria originaria.
“Ora è tempo per farlo”, dice l’artista iraniano Kani Alavi. Alavi è a capo del gruppo di artisti responsabile della supervisione della galleria all’aperto e del suo riconoscimento come patrimonio storico del 1993, cosa che lo ha preservato da un’ipotetica demolizione. “È molto importante per le generazioni future come prova storica”, dice.
L’obiettivo è di completare il restauro per il 9 novembre di quest’anno, un giorno di celebrazioni in Germania che marca il ventesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino.
L’intera città farà da palcoscenico a decine di eventi riuniti sotto il nome di Festival della Libertà, come racconta La mia ombra:
Dal 7 al 9 novembre prossimi, in occasione del 20° anniversario, Berlino rivivrà l’atmosfera di quel momento, celebrando il ”Festival della Libertà”,con numerosi eventi culturali con mostre, installazioni, aperture di musei, eventi di piazza, per raccontare i cambiamenti sociali e architettonici che hanno interessato la grande metropoli tedesca da quel primo colpo di piccone.
L’evento conclusivo per commemorare la caduta del Muro, si svolgerà alla Porta di Brandeburgo, che farà da sfondo ad un immenso ”domino” con centinaia di elementi colorati alti più di due metri.
Ogni tessera del domino, esprimerà la creatività dei giovani artisti berlinesi, che attraverso il colore daranno la loro visione di tutto ciò che è legato al passato e al presente di Berlino e del suo ormai caduto muro.
E per ricordare tutte le scritte, i messaggi, le opere d’arte e di speranza che il muro ha raccolto nei decenni, l’associazione Artitude ha creato un’installazione di cui scrive Oltre il muro:
A vent’anni dalla caduta del muro di Berlino, un gruppo di amanti dell’arte ne ha ricostruito una copia nel centro della capitale tedesca per dare alla gente la possibilità di lasciare un pensiero artistico sulla barriera che fu il simbolo della Guerra Fredda.
L’associazione Artitude ha allineato 20 sezioni del Muro in quella che era No Man’s Land, spingendo abitanti, turisti e artisti a dipingerci disegni e graffiti.
“Il progetto si discosta dal concetto convenzionale di monumento”, spiega Konstantin Lom, manager del progetto “Write the Wall”. “Punta a trasformare la storia nel presente attraverso il processo artistico”.
Una macchina fotografica che inquadra il muro scatta ogni minuto una fotografia, che poi viene pubblicata su Internet.
Il muro non ha diviso solo Berlino ma l’intera Germania, snodandosi per chilometri. Adesso la zona è un’area protetta, e Girovagate la descrive così:
A 20 anni di distanza l’ex confine tra le due Germanie è adesso una zona protetta ed il progetto in atto lo trasformerà in una lunghissima pista ciclabile che attraverserà tutta l’Europa centrale, dal mar Baltico nei pressi di Lubecca verso sud incrociando il fiume Elba ed arrivando poco ad est della tedescaHof, in Moravia (nell’odierna Repubblica Ceca).
La guida turistica “German-German border trail” di Michael Cramersuddivide il percorso di600 km in 10 taoppe, alla ricerca di una Germania poco conosciuta, passando da luoghi diversissimi: dallago di Schaalen a nord, nel Meclemburgo (dove regnano le aquile di mare) ai rilievi di Harz e nel mezzo le tranquille cittadine, mai toccate dalla guerra, di Domitz, Salzwedel o Brome. Lungo la stradapiccoli musei che testimoniano come fosse il confine tra la ex DDR (dell’est) e la RFT (dell’ovest)
Fra le varie iniziative della commemorazione c’è anche l’opera di un’artista italiano. Dà la notizia Fogli d’arte:
Parla italiano il primo atto delle manifestazioni per il ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino, il cui culmine verrà raggiunto nella giornata del 9 novembre.
Da martedì 23 a sabato 27 giugno, la città tedesca ospita, infatti, il maestroGiampaolo Talanicon l’installazioneDie mauer – Berlino oltre la duna. Gli ombrelli della libertà.
In Italia sono tantissime le iniziative in tutte le maggiori città. Collettivo WSP ci racconta di Milano:
Due installazioni di arte contemporanea ricorderanno, a Milano, dal 9 al 15 novembre, la caduta del Muro di Berlino, avvenuta 20 anni fa, il 9 novembre 1989. La prima opera riproduce il Muro stesso, con le foto scattate all’epoca da Livio Senigalliesi (parte del suo bellissimo reportage potete trovarla sul numero di ottobre di Diario) , la seconda riproduce due torrette di guardia del Muro.
Info2015 Expo spiega l’importanza storica e documentaria delle foto di Senigalliesi:
Il fotoreporter Senigalliesi ha realizzato alcune immagini che hanno fatto la storia, come le primissime foto dell’edificio della Stasi, e documentato una Germania che oggi non esiste più.
25 fotografie in bianco e nero che ci riporteranno direttamente a Berlino alla fine degli anni ’80.
Anche a Roma una mostra fotografica racconta la Germania del muro. 06blog scrive:
Nel primo week-end di novembre la capitale tedesca celebrerà il “Festival della Libertà” mentre a Roma il Goethe Institut si prepara ai festeggiamenti con una mostra fotografica a dir poco illuminante.
Una selezione rappresentativa di fotografie tratte dal progetto Ortszeit Local Time di Stefan Koppelkamm, ospitata dal Museo di Roma in Trastevere, mostra le trasformazioni avvenute a Berlino dalla caduta del Muro fino ad oggi.
Attraverso coppie di fotografie in bianco e nero che ritraggono paesaggi, strade, edifici dellaGermania dell’Est e i luoghi segnati dalla presenza del Muro, come erano prima e dopo dieci anni, riprese nello stesso punto, il fotografo berlinese mostra le trasformazioni nell’architettura che rispecchiano i mutamenti sociali ed economici avvenuti tra il primo e il secondo scatto.
Firenze sarà lo scenario di una serie di eventi, come racconta Artsblog:
La Mediateca Regionale Toscana, in occasione del ventennale della caduta del Muro di Berlino, si è fatta promotrice di un evento dislocato per la città di Firenze. Berlino. Prima o poi tutti i muri cadono è un palinsesto di eventi tra arte, cinema e memoria. La mostra alDeutsches Institut Florenz in Borgo Ognissanti 9 (secondo piano – ascensore) è in corso fino al 9 novembre
con ingresso libero.
La manifestazione si concluderà martedì 10 novembre alle ore 16.00 con l’happening La Caduta del Muro a Firenze. Dalle 16 alle 21 Il Deutsches Institut si transferirà nella centralissima Piazza Strozzi trasformandosi in un vero e proprio museo “vivente” per intercettare il pubblico e renderlo consapevole in prima persona di un passaggio fondamentale della storia tedesca ed europea.
Non poteva mancare una sezione dedicata al cinema tedesco, che ha prodotto negli anni una serie di film molto interessanti sul tema. Leggiamo su Alcinema:
Prosegue la manifestazione “Prima o poi tutti i muri cadono”, promossa dalla Regione Toscana nel ventennale della caduta del Muro di Berlino.
Per tutto il mese di ottobre e fino al 9 novembre si svolgerà la rassegna cinematografica “Un cielo diviso! ”: a Firenze tutti i martedì, mercoledì e giovedì sera al cinema Stensen (in viale Don Minzoni, 25) e lunedì 9 novembre allo SpazioUno (in via del Sole, 10). Ventidue film tedeschi, selezionati dal Goethe Institut di Firenze, racconteranno la vita nelle due Germanie dal dopoguerra ad oggi vista da Est e da Ovest.
Anche a teatro troviamo degli allestimenti dedicati. Panorami teatro propone la piece di Serena Sinigaglia:
Una rilettura degli avvenimenti chiave che hanno stravolto la nostra epoca, motivata dal bisogno di ricostruire una coscienza “politica” forte. Il testo, creato dalla stessa Sinigaglia con l’aiuto di una piccola equipe di drammaturghi, si ispira a testimonianze e documenti autentici tratti da Lidia Campagnano, Paolo Rumiz, Peter Handke, Saint-Exupéry, Hana Blandiana e altri.
Il testo procede per canti che pongono una serie di domande a cui non è facile dare risposte definitive ed univoche, ma alle quali non bisogna sottrarsi.
Chiudiamo con la segnalazione di Eyes on the railroad della galleria di immagini di Internazionale:
Internazionale apre una finestra su ricordi e cartoline dal muro di Berlino: le creazioni del disegnatore svizzero-libanese Patrick Chappatte pubblicate su Le Temps, un reportage illustrato ricordando Berlino divisa in due dalla guerra fredda.
“Non potrò mai spiegare il muro ai miei figli, perché non mi crederebbero. E avrebbero ragione. La realtà, a parte per quelli che l’hanno vissuta e si sono abituati, è demenziale” [Chappatte]
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