Kitegen: l’energia del futuro arriva dagli aquiloni
E’ una tecnologia tutta italiana il probabile futuro della produzione di energia eolica. Il progetto è passato dalla fase di studio a quella della realizzazione di un impianto di prova, e i risultati lasciano sperare un futuro di energia pulita, rinnovabile e a basso costo
Nonostante i buoni risultati che gli impianti eolici stanno ottenendo in tutto il mondo, è evidente che la ricerca sull’energia eolica e le migliori modalità per sfruttarla in maniera più efficiente – e meno invasiva – sono appena agli inizi.
Una delle prospettive più promettenti in questo settore arriva (una volta tanto) dall’Italia, dove si sta sperimentando un sistema per lo sfruttamento dei venti d’alta quota, molto più forti e continui di quelli di terra, in grado – quindi – di fornire energia pulita in quantità maggiore.
Il progetto si chiama Kitegen, e il suo principale artefice è Massimo Ippolito.
L’idea su cui si basa Kitegen è facilmente comprensibile pensando al kitesurf, come spiega Liberareggio:
Il principio è molto semplice. Basta far caso a chi pratica il kitesurf; in questa disciplina sportiva, infatti, sfruttando il vento che tira a pochi metri dal suolo si dispone di una forza in grado di sollevare un uomo. Salendo ancora più in quota la velocità del vento sarà sempre maggiore e quindi si avrà una forza enorme, tale da essere utilizzata per produrre energia elettrica tramite delle turbine. Si fa quindi un salto di qualità dall’eolico classico all’eolico d’alta quota (eolico-troposferico)
Non solo solare illustra le differenze con l’eolico a terra e i vantaggi di questa nuova tecnologia:
L’energia del vento a terra presenta inconvenienti di difficile risoluzione.
Il vento sulla superficie terrestre non soffia ovunque e anche nelle zone adeguatamente ventose il flusso è spesso incostante.
Ne deriva che l’impiego di aerogeneratori a terra è subordinata alla scelta di luoghi adatti.
Da tempo si cerca di ovviare a questi inconvenienti concentrando la propria attenzione sull’eolico ad alta quota.
Se è vero che a terra i venti interrompono spesso il loro flusso, ben diversa è la situazione a poche centinaia di metri d’altezza dove si può contare su forti e costanti correnti d’aria.
Di fronte all’interrogativo sul come catturare questa preziosa fonte, le proposte sono state diverse, e un esempio pratico di una soluzione delle più efficienti ce lo offre il progetto Kite Gen, di stampo tutto italiano.
Dopo la fase di ricerca e sviluppo, si è passati alla costruzione del prototipo vero e proprio. Commenta Greenme:
Dopo oltre cinque anni di studi e ricerche, dal prossimo autunno a Berzano S. Pietro (Asti), inizieranno i test su Stem (letteralmente “stelo”), la prima creatura di KiteGen, un progetto tutto italiano per produrre energia elettrica dal vento di alta quota, nato da un’intuizione dell’Ing. Massimo Ippolito, fondatore della Sequoia Automation di Chieri, in collaborazione con il Politecnico di Torino. Se il funzionamento del prototipo confermerà le aspettative del team che vi ha lavorato, l’Italia avrà la straordinaria opportunità di porsi all’avanguardia nel settore delle energie alternative, con importantissime ricadute non soltanto in termini di sostenibilità e autosufficienza energetica ma anche di occupazione, di competitività industriale e di immagine.
Onegreentech descrive il funzionamento di Stem:
Il generatore Stem sarà alimentato dal movimento di uno stelo di 25 metri, con in cima una sorta di grande aquilone che raggiungerà invece i 200 metri di altitudine. Spinto dalla regolare energia del vento di altitudine, la struttura, una volta raggiunta la quota, seguirà delle volte a forma di 8, creando movimento che verrà catturato in energia dai macchinari di terra.
Secondo le aspettative del progetto, il generatore sarà in grado di produrre con regolarità e scarso impatto ambientale energia per il sostentamento di un paesino di piccole dimensioni.
Se il progetto in questione dovesse poi andare a buon fine, diverrebbe la premessa per la realizzazione di una vera e propria centrale, KiteCarousel (kite-giostra). Questa, nelle intenzioni progettuali, sarà composta da una sorta di struttura roteante di un diametro fino a 1,5 km, messa in movimento da una serie di 200 steli collegati ad altrettanti profili alari.
Ecoalfabeta entra nel dettaglio:
Il KiteGen finalmente sta per diventare realtà. Dopo anni di ricerca (ricerca italiana), tra pochi mesi partirà il primo prototipo da 3 MW.
Il suo nome è Stem (1), un’elegante vela da 150 m² che volteggiando alla quota di 2000 metri potrà produrre energia per oltre 5000 ore all’anno, circa 2 volte e mezzo in più rispetto ad un impianto terrestre della stessa potenza nominale.
[...] Due turbine lo fanno decollare finché non si sostenta da solo; l’enorme forza del vento (equivalente a 75 tonnellate) lo porta verso l’alto e svolge poco per volta i cavi che fanno girare un alternatore. Una volta arrivati a fine corsa, o se le condizioni del vento non sostengono più la vela, questa viene recuperata con la mossa geniale del side slip: tirando un solo cavo, la vela scivola di lato opponendo una resistenza minima al vento. (nel video si vede effettuare questa manovra anche con un prototipo reale più piccolo). Non appena possibile, si ridistende la vela che riprende a produrre energia.
Ecoblog fornisce ulteriori dati e fa notare come Kitegen potrebbe diventare una fonte di energia ancor più efficiente dei combustibili fossili:
è composto da un anello di 20 Km di dimetro (come il Grande Raccordo Anulare di Roma) da cui partono una serie di leggeri profili alari che volano ad una altezza di 10 Km vincolati alla base attraverso delle funi che hanno il compito di farla girare e produrre così energia. [...]
Il cervello del progetto è un software che pilota automaticamente i profili alari ricevendo dati radio dai sensori avionici montati a bordo, in maniera che le traiettorie di volo possano essere controllate e normalmente dirette a massimizzare la produzione di energia. Inoltre il software permette di far girare la base alla velocità desiderata.
Oltre al vantaggio di poter sfruttare fonti energetiche a quote irraggiungibili con le comuni turbine, questa tecnologia offre una maggiore efficienza delle ali, infatti l’intero profilo alare vola a velocità di 70 – 80 m/s. Secondo alcune analisi finanziarie per una centrale Kite Gen da 100 MW con un ciclo di vita di 20 anni proietta un costo dell’energia prodotta inferiore a 30 € per MWh rispetto ai 60 € da combustibili fossili.
La sentinella della Maremma sottolinea il grandissimo potenziale energetico che il Kitegen sarebbe in grado di produrre, e come proprio questo enorme potenziale debba responsabilizzare sul nostro modo di utilizzare l’energia:
Il Kite Gen è stato concepito e realizzato da Massimo Ippolito della italiana Sequoia Automation. Nell’articolo di Bardi si parla di un EROI (Ritorno Energetico) di ben 375 ! (contro il 30 delle pale eoliche, il 10 del fotovoltaico e persino il fattore 100 del petrolio dei tempi d’oro)
Ciò significa che per la prima volta abbiamo un sogno buono da seguire grazie a una invenzione che è in grado di produrre energia rinnovabile a basso costo e in tale quantità da alimentare la costruzione di un generatore simile ogni mese per 30 anni senza l’ausilio del petrolio.
Anche Io e la Transizione insiste sulla necessità di non pensare che una possibile fonte di energia pulita a basso costo possa significare che sarà possibile continuare ad agire come si è sempre fatto:
L’affacciarsi di nuove tecnologie di questo genere può far pensare che quindi tutto può continuare come sempre, mentre è vero esattamente il contrario. Proprio perché possiamo ancora farcela e trovare soluzioni intelligenti e sostenibili, dobbiamo predisporre il sistema per adattarlo a un futuro basato su energie e risorse rinnovabili.
È quindi una notizia bellissima, purché sia accompagnata da quel processo di transizione che serve convertire l’attuale follia in qualcosa di sensato ed equilibrato. Se ci muoviamo in fretta e se queste sperimentazioni arrivano alla fase di produzione potremmo veramente evitare il baratro della deprivazione energetica e trovarci un un mondo più sano, pulito, equo, sensato e felice.
Efficienza energetica rimarca come sia fondamentale la ricerca sulle nuove tecnologie e la collaborazione tra università e aziende:
«La sensibilità politica sulla diversificazione delle fonti energetiche sta emergendo negli anni recenti, anche sull’onda del pacchetto Ue sul 20-20-20 (entro il 2020 il 20% di rinnovabili, il 20% di efficienza in più e il 20% di emissioni in meno). Ma di alcuni temi, ad esempio il solare, nella comunità scientifica si parla da almeno 30 anni –spiega Giovanni Fracastoro, vicedirettore del dipartimento di Energetica del Politecnico di Torino. –Tra università e aziende siamo già a collaborazioni in fase avanzata». Come il brevetto KiteGen, per il quale il Politecnico ha dato il suo supporto alla Sequoia Automation, l’azienda che ha trasformato il concetto dell’aquilone in un business: una centrale eolica ad asse di rotazione verticale che sfrutta i venti di alta quota.
E proprio dei problemi di lavorare su una tecnologia del genere nel panorama italiano parla Crisis:
Massimo ha già ottenuto importantissimi riconoscimenti a livello mondiale ma è proprio qui in Italia che sta incontrando i più grossi problemi, non ultimo il persistente blocco (LOCALE) dei fondi europei già regolarmente vinti in una gara internazionale. Contando quasi esclusivamente su fondi propri ha realizzato un primo prototipo che ha fornito dati che sono in ottimo accordo con le previsioni e porta avanti alcuni progetti di media scala.
Un gruppo di amici e sostenitori del progetto, tra cui il sottoscritto, hanno deciso di”tassarsi” in proprio (si fa cosi per le idee in cui si crede e per le persone che si stimano) e di creare un fondo per permettere l’autofinanziamento del Kitegen.
Tag correlate: impianti eolici, energia eolica, Kitegen, Massimo Ippolito
4 Commenti a questo articolo
1 Trackbacks di questo articolo
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Massimo Ippolito e il Kitegen « Nuova Frontiera 2025 says:
novembre 20th, 2009 at 11:17[...] costo dell’energia prodotta inferiore a 30 € per MWh rispetto ai 60 € da combustibili fossili.clicca quiKite [...]





novembre 9th, 2009 at 13:44
http://www.altaresa.it/energia-eolica/kitegen-stem-eolico-alta-quota/
novembre 15th, 2009 at 23:06
salve a tutti, è tanto che seguo da apassionato il progetto kitegen il prototipo dalle mie informazioni avrebbe dovuto partire a settembre, ci sono stati dei rinvii? a chi chiedere notizie assolutamente recenti? mi sono informato anche per diventare un piccolo azzionista della società ma chiedevo se era possibile entrarvi anche con piccoli capitali tipo 1000 euro un grazie a chi potrà rispondermi.
novembre 28th, 2009 at 16:35
Salve, anche io ne so quanto franco b., sono capitato a questa pagina da google cercando news appunto sull’evoluzione della situazione riguardo al kitegen. Sapevo anche io che da settembre ci sarebbero stati risvolti, a che punto siamo? Sul sito ufficiale di Kitegen non si dice nulla di nuovo da parecchio, cosa sta succedendo, qualcuno ha qualche fonte più “diretta”!?
gennaio 28th, 2010 at 20:45
l’idea di Massimo Ippolito e straordinaria. Rivoluzionerebbe il vivere ed il pensiero umano. Semplicemente
Avere energia pulita e praticamente infinita ci proieterebbe in un altra dimensione storica.
I principi di Nikola Tesla ed il genio Italiano ci condurranno in un ” altro Mondo”
Grazie, e se vi dovesse far piacere fatemi sapere qualche novità, il sud n’e’ ha bisogno
Elio