Nobel per la Pace 2010 a Internet
Presentato al Piccolo Teatro Studio di Milano il movimento culturale per il conferimento del Nobel 2010 per la Pace a Internet. A coordinare l’iniziativa a livello internazionale è la rivista Wired
Wired ha presentato ieri al Piccolo Teatro Studio di Milano – nel contesto della manifestazione Science for Peace voluta da Umberto Veronesi – un movimento internazionale per convincere chi di dovere (esponenti della Nobel Foundation e gran testoni di Oslo) a conferire il Nobel per la Pace 2010 a quello che gli organizzatori dell’iniziativa considerano il più grande strumento di Pace di sempre: Internet.
Il manifesto della petizione, disponibile in 17 lingue, può essere sottoscritto da chiunque sul sito InternetForPeace.
Uno dei concetti-chiave del movimento è far raggiungere la consapevolezza della valenza sociale del mezzo. Per questo il manifesto si apre con “Abbiamo finalmente capito che Internet non è una rete di computer, ma un intreccio infinito di persone”.
Dare il Nobel ad Internet può sembrare, e probabilmente lo è, solo un gesto simbolico. Eppure, per rimanere in Italia, i progetti legislativi partoriti a Montecitorio e Palazzo Madama dimostrano – rivelando talvolta abissi di incompetenza – che forse quest’iniziativa simbolica merita sul serio di essere supportata.

I lettori attenti di Wired sapevano dell’iniziativa già da quando, nell’editoriale di maggio, avevano letto la dichiarazione di intenti: “Ora per dire a tutti: Amo Internet. Vorremmo fare un numero intero di Wired. E vorremmo farlo con voi: scegliere assieme a voi le storie, le firme, le immagini e la copertina. Per farne un Manifesto. Per farci sentire, e far capire agli altri che la rete è importante. Perché magari, è la tesi di qualcuno, non sono cattivi quelli che legiferano. Sono solo ignoranti. Non sanno di non sapere“.
Eh sì, perché il promotore dell’iniziativa, che è riuscito a convincere David Rowan (responsabile di Wired UK) e soprattutto il leggendario Chris Anderson (ex-giornalista dell’Economist e di Nature, autore de La coda lunga e Free, adesso direttore di Wired USA) è Riccardo Luna – giornalista che dopo aver lavorato per La Repubblica e Il Romanista, ha portato Wired in Italia e ne è direttore.
Su quel palco voluto da Paolo Grassi, ieri, a presentare l’iniziativa non c’era solo Luna. Il messaggio di maggiore impatto è stato lanciato da Shirin Ebadi, la pacifista iraniana, avvocatessa e docente all’Università di Tehran – vincitrice, nel 2003, del Nobel per la Pace.
Shirin Ebadi squadra il pubblico italiano in sala, ma non sente l’esigenza di giustificare il motivo per cui il premio debba andare a Internet. Le cronache iraniane, per fare un esempio, parlano da sole. E certo non crede di doverlo spiegare a noi, net citizen di un Paese sviluppato, dalla tanto sbandierata tradizione democratica.
A Shirin Ebadi basta dare un messaggio che colpisce per la sua positività. E naturalmente ribadire il suo impegno in prima persona. Insomma, un buona fortuna in piena regola.
A rappresentare la politica c’era Vincenzo Vita, senatore del PD e membro del gruppo interparlamentare “2.0″, che si è incaricato (insieme ad altri parlamentari) di portare – una volta che le firme saranno numerosissime – la candidatura formale a Oslo.
A supportare in vari modi l’iniziativa c’era anche il sistema delle imprese: sono intervenuti manager di grandi case automobilistiche, aziende operanti nell’Information Technology e grandi società di telecomunicazioni. A rappresentare Microsoft e a testimoniare l’appoggio alla campagna internazionale, ad esempio, c’era Pietro Scott Jovine, amministratore delegato di Microsoft Italia.
A sentire i commenti del pubblico, c’è da star certi che questa vittoria si otterrà solo se la causa verrà abbracciata da un gran numero di soggetti – in primis nei paesi anglofoni – della Rete.
Insomma, bisognerebbe arrivare a milioni di sottoscrizioni. E la strada non è, quindi, in discesa.
Noi di Liquida, che lavoriamo quotidianamente al miglioramento di questo portale democratico di informazione user generated, siamo in prima linea. Militanti o meno, questa battaglia è anche nostra.
Keep on blogging!


novembre 23rd, 2009 at 11:48
Sarebbe carino se raccoglieste anche (in un altro post) tutte le opinioni contrarie a questa iniziativa che sono apparse in rete.
Vi do un punto di partenza (anche se autoreferenziale)
http://www.smeerch.it/2009/11/19/volete-che-a-internet-sia-assegnato-un-premio-nobel-per-la-pace/
dicembre 23rd, 2009 at 16:12
un plauso all’iniziativa,dovrebbe questo essere la molla per fare scattare un ripensamento a quei governanti che decidono in pochi il destino di tanti, la voce della rete deve farsi sentire e stare con il suo fiato sul collo di coloro che credono di essere onnipotenti e intoccabili e padroni dell’altrui destino.
antonio.