La sigaretta si spegne (anche) con un vaccino
Contrastare la dipendenza da nicotina è più facile di quanto si pensi, soprattutto se in campo scende un vero e proprio vaccino. Ma la forza di volontà dobbiamo mettercela noi, come in ogni cosa
A riaccendere le speranze dei tanti fumatori rassegnati a tenersi il vizio è arrivato il vaccino NicVAX, che – insieme all’insostituibile forza di volontà – sembra essere la soluzione vincente al problema tabagismo.
È tempo di vaccini dunque: accanto a quello che dovrebbe fermare il virus h1n1, quello contro l’influenza stagionale e… quello che promette di combattere il tabagismo.
Nonostante le molteplici campagne antifumo e la pubblicazione dei sugli effetti collaterali del tabacco, sono ancora numerosi coloro che non riescono a spegnere definitivamente la fatidica sigaretta: neanche di fronte al decreto che vieta di fumare nei locali pubblici. Ad arrivare in soccorso degli irriducibili – sempre che abbiano pulsioni alla redenzione – è arrivato il vaccino.
Se tutto procederà secondo le attese, nel 2011 si potrà trovare in commercio sotto il nome di NicVAX: memorizzatelo bene, perché questo prodotto potrebbe spegnere per sempre il vizio del fumo.
L’arma in più del vaccino, rispetto agli altri innumerevoli prodotti in commercio (tra cui la sigaretta elettronica, videogiochi, agopuntura…) sarebbe dovuta al fatto che dirada le ricadute. Una speranza, dunque, soprattutto per chi non riesce a smettere semplicemente con la propria forza di volontà.
Ma vediamo come funziona questo famigerato vaccino. Wired ci illustra il meccanismo:
Presto smetteremo di fumare con facilità, grazie al vaccino anti-fumo in fase di sperimentazione alla GlaxoSmithKline”. Negli scorsi giorni questa notizia è apparsa sui media e un plotone di accaniti tabagisti ha esalato l’ennesima tirata della giornata pensando “Finalmente, presto questo incubo appesta-polmoni e svuota-portafogli sarà finito”. Ma in realtà farebbero molto prima a gettare via il pacchetto ancora pieno e cessare di colpo (è stato dimostrato infatti che l’80% delle persone che riescono a smettere, lo fanno così).
Il vaccino in questione si chiama NicVAX e sarà commercializzato grazie a un accordo tra GlaxoSmithKline e NABI. Questo approccio terapeutico si basa su anticorpi specifici capaci di legare molecole di nicotina come un qualsiasi patogeno, impedendo in questo modo alla sostanza di superare la barriera emato-encefalica, e quindi passare dal sangue al cervello. Niente nicotina nel cervello, niente sensazione di piacere, niente assuefazione. E dato che gli anticorpi rimangono in circolazione per mesi, questo approccio eliminerebbe anche il rischio di ricaduta.
Secondo test di laboratorio, NicVAX sarebbe in grado di sconfiggere la voglia di sigaretta. Futuroprossimo ci riporta le parole di Jean Stephenne, presidente della divisione Biologica della Glaxo:
I test in laboratorio hanno mostrato gli effetti positivi del NicVAX: avrebbe dimezzato il numero dei fumatori: la Glaxo ha in piedi un investimento da più di 350 milioni di euro per aprire il mercato dei vaccini anti-sigaretta.
Si tratta di un territorio molto valido, se si pensa che circa il 90% dei fumatori che decide di smettere, poi ci ‘ricasca’ entro un anno: un vaccino efficace salverebbe milioni di vite.
Jean Stephenne, presidente della divisione Biologica della Glaxo, dichiara: “se riusciremo ad ottenere i risultati sperati, sarà una soluzione importantissima per i milioni di fumatori che decidono di smettere. Non soffriranno più dei sintomi dell’astinenza, e questo li aiuterà a portare avanti in modo definitivo la loro decisione”.
NicVAX sembra dunque essere promettente. Secondo Medicinaesalute la cosa che ci fa ben sperare sull’efficienza del prodotto è anche la diversità del vaccino rispetto ai prodotti antifumo già in circolazione:
I risultati degli studi fin’ora condotti hanno dato un esito altamente positivo ed il numero delle persone che dopo la somministrazione del vaccino è ritornata a fumare è stato drasticamente dimezzato. Una notizia ottima che potrebbe aiutare molta gente ad abbandonare il vizio del fumo.
La novità del vaccino, rispetto ai prodotti già esistenti, risiede sopratutto nel fatto che gli anticorpi, una volta legati alle molecole di nicotina, vengono automaticamente prodotti dal sistema immunitario e così, l’ effetto è potenzialmente irreversibili da 6 ai 12 mesi dopo la vaccinazione.
Tuttavia, nonostante gli studi condotti su persone ed animali da laboratorio abbiano dimostrato che è possibile dimezzare il numero delle persone che riacquista la dipendenza, la American Lung Association ha invece evidenziato che il 90% degli ex fumatori torna a fumare una volta svanito l’effetto del vaccino che, quindi, sarebbe solo temporaneo.
Come per tutti i prodotti nuovi in via di sperimentazione non mancano dubbi e perplessità. Sansalvo si sofferma su alcuni:
Le perplessità, tuttavia, non mancano. Lo scorso ottobre la casa farmaceutica svizzera Novartis ha accantonato gli investimenti su un prodotto simile al NicVAX, dopo che un test aveva evidenziato differenze statisticamente irrilevanti riguardo l’astinenza da fumo tra chi aveva assunto il vaccino e chi era sotto effetto placebo. Nessun dubbio invece sul colossale giro di affari connesso a prodotti contro la dipendenza da nicotina.
La società di ricerca indipendente Datamonitor ha previsto che entro il 2016 il valore del mercato globale dei prodotti “anti-fumo” si aggirerà attorno ai 4,6 miliardi di dollari e che le vendite dei vaccini potrebbero portare nelle casse delle case farmaceutiche 2 miliardi di dollari.
Il vaccino non è l’unica arma che i fumatori hanno a disposizione, per combattere la dipendenza dalla sigaretta. Negli ultimi anni abbiamo assistito alla rassegna di molteplici prodotti che si presentavano come miracolosi. La particolarità è che, pur avendo lo stesso scopo, assumono svariate forme, tra loro diversissime: farmaci, cerotti, libri, cd, video…
Un esempio è dato dagli esperimenti condotti in Nuova Zelanda, Regno unito e Norvegia che per aiutare i fumatori a smettere hanno usato il telefono cellulare. Blog.advanced-techno ci spiega questo originale esperimento:
Gli scienziati hanno constatato che i programmi anti-fumo che prevedono l’invio di brevi messaggi di
testo ai fumatori per supportarli e incentivarli ottengono i risultati migliori. Nello specifico, gli esperimenti – che hanno interessato complessivamente un campione di 2600 soggetti – hanno permesso di stabilire che dopo sei settimane di trattamento a base di consigli via Sms la percentuale di persone che riescono a smettere di fumare per almeno un anno è doppia rispetto a quella che si registra nell’ambito dei programmi tradizionali.
«Perdere il vizio può essere davvero difficile e molti fanno tanti tentativi prima di riuscirci», ha detto Robyn Whittaker, ricercatore presso la University of Auckland, spiegando che per questo «è importante dare supporto offrendo un’ampia gamma di opzioni». In tal senso, programmi come Txt2Quit, promosso e finanziato dal Governo neozelandese, prevedono sia l’invio di 2 o 3 messaggini al giorno agli utenti, sia la possibilità che siano gli stessi fumatori a mandare Sms nei momenti più duri, ossia quando l’astinenza si fa sentire e hanno bisogno di maggiore supporto psicologico e di qualcuno che li incoraggi a non mollare!
Interessante è anche il consiglio di Mondobenessereblog che propone un metodo semplice e alternativo per combattere il nemico fumo. Il trucco starebbe proprio nel cibo:
Recenti studi negli Stati Uniti hanno rivelato che i cibi alcalinizzanti come capperi, pomodori, broccoli, peperoni, agrumi, aiutano a controllare l’ impulso di fumare nei primissimi giorni di astinenza da fumo. L’ eccesso di fumo provoca un aumento dei radicali liberi nel sangue, la perdita di sali minerali e vitamine, nonché squilibri di vario genere a livello cellulare. Molto importante è assumere cibi molto ricchi di vitamine per contrastare i danni del fumo.
La vitamina A è abbondantemente contenuta nel cavolo crudo, germogli di soia o di grano e in tutte le verdure a foglie verdi, come lattuga e spinaci. Si trova invece la vitamina C in arance, kiwi, fragole e mirtilli. Gli oli di oliva e di semi e tutta la frutta secca contengono invece vitamina E, infine carote, peperoni e tutti gli ortaggi dai colori accesi come roso e arancione.
Altri consigli molto utili per contrastare l’ intossicazione da fumo è bere due litri al giorno di acqua oligominerale naturale, utile a drenare le tossine. Per stimolare il metabolismo consumare molto pesce e crostacei che contengono ferro e rame, si suggeriscono anche cereali integrali, legumi, riso e avena, ricchi di selenio che regolarizzano l’ intestino. Ed ancora, meglio sostituire il caffè con il tè verde ricco di potassio, sodio e magnesio.
Sono invece sconsigliati, o quanto meno limitati, l’ uso di carni rosse, formaggi, pollo, vino, birra ed ogni altro tipo di bevanda e cibo che aumenti l’ acidità e favoriscono la liberazione della nicotina nel sangue.
A questo punto temo proprio che i fumatori non abbiano più alcuna scusa. Sono scesi in campo davvero tutti per aiutarli a combattere l’assuefazione alla nicotina: medici, scienziati, nutrizionisti, scrittori…
Certo, forse ancora poco è stato fatto per contrastare la ritualità del gesto e la coinvolgente potenza estetica che si prova stringendo tra le labbra una sigaretta, ma per questo forse basterebbe solo un po’ di amor proprio in più.

