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L’agricoltura biologica negli Stati Uniti è arrivata al capolinea?

La notizia della possibile introduzione negli USA di una legge che sostanzialmente metterebbe fine all’agricoltura biologica mette in allerta i blogger eco-sensibili

L’agricoltura biologica negli Stati Uniti è arrivata al capolinea?

Mentre in Europa la discussione sul biologico è ancora aperta, negli Stati Uniti l’agricoltura biologica rischia di diventare fuorilegge.

Avete letto bene: proprio in questi giorni, il Congresso statunitense dovrà decidere se approvare o meno un contrastato disegno di legge noto col nome di Food Safety Modernization Act of 2009, che ostacolerebbe e di fatto forse addirittura ucciderebbe gli agricoltori che hanno scelto di impiegare metodi di coltivazione biologici.

La notizia è riportata da Blog Biologico:

La Camera e il Senato degli Stati Uniti stanno per votare un provvedimento che metterà in seria difficoltà le coltivazioni biologiche negli States. Il disegno di legge è siglato HR 875 ed è supportato da una fortissima pressione dei poteri più o meno occulti. Questi poteri vogliono che diventi legge in tempi brevi. E la popolazione non ne sa quasi nulla.
Il principale sostenitore della legge è, ovviamente, la Monsanto, la multinazionale della chimica e dell’ingegneria genetica, seguita dalla Cargill, dalla Adm (Archer, Daniels e Midland) e da altre 35grandi imprese agroalimentari.

Questa nuova normativa obbligherà le aziende biologiche a usare particolari fertilizzanti e sostanze velenose contro gli insetti, in base a decisioni prese da un’Agenzia di nuova costituzione, al fine di garantire che non vi siano pericoli per l’alimentazione pubblica. Queste norme saranno obbligatorie anche per gli orti familiari che producono alimenti per autoconsumo e non per la vendita.

Se la legge sarà approvata, diventerà un’autostrada per gli OGM.

Anche Olistic riassume i punti principali della questione:

HR875. Non è un nuovo virus ma potrebbe fare comunque molto male. Si tratta di una legge che gli Stati Uniti stanno discutendo che abolirà di fatto l’agricoltura biologica. Dietro questa legge ovviamente ci sono i soliti noti, nella fattispecie Monsanto, una grande multinazionale produttrice di fitofarmaci e sementi nonché massima produttrice di OGM (organismi geneticamente modificati). La legge punta a imporre con il falso pretesto della salute pubblica l’uso di sostanze antiparassitarie su tutte le coltivazioni, orto di casa compreso. Si vuole anche vietare l’uso di sementi autoprodotte.

Perché tutto ciò? Vediamo le ragioni addotte:

  • Massimizzare la produzione di piante coltivabili;
  • Migliorare la qualità nutrizionale di alcuni prodotti agricoli;
  • Generare resistenza a parassiti e altri patogeni;
  • Sviluppare linee capaci di crescere in condizioni ambientali avverse quali siccità, alta salinità del terreno e gelo;
  • Produrre molecole farmaceutiche con proprietà terapeutiche e profilattiche per l’uomo e gli animali non naturalmente presenti nelle piante, dando quindi la possibilità di utilizzare sistemi e tecnologie agronomiche di larga scala;
  • Proporre una soluzione al problema della fame nel Mondo.

La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno, in contrasto e in controtendenza con altre notizie che hanno fatto scalpore, come ad esempio l’orto di Michelle Obama alla Casa Bianca, come ricorda Ecoblog:

A nulla è servito l’orto di Michelle, cioè della First Lady: negli Usa il Governo si appresta a discutere la legge HR 875, meglio conosciuta come Food Safety Modernization Act of 2009 con cui, se approvata, si metterà al bando l’agricoltura biologica, ritenuta insana. A essere banditi anche gli orti privati, quelli destinati all’autoconsumo.

La legge è stata ideata dalla deputata democratica Rosa DeLauro, con la presunta finalità di creare una nuova agenzia in seno al Department of Health and Human Services chiamata Food Safety Administration (FSA). Il suo unico scopo sarebbe quello di proteggere i cittadini dalla gestione pericolosa del cibo e di creare uno standard per la sicurezza alimentare fino a coprire la sicurezza dei prodotti alimentari importati (chissà se ne farà le spese il Made in Italy?).

[...]

Sebbene non vi siano indicazioni a sfavore della coltivazione per autoconsumo e mai sia usata la parola “biologico”, non ve ne sono neanche a favore, lasciando così il campo aperto a qualunque interpretazione.

Autodifesa Alimentare va oltre e fa intravedere un’ipotesi di complotto:

Ci si può facilmente chiedere, perché una legge che arriva ad imporre l’uso di diserbanti ed allo stesso tempo ne restringe la cerchia dichiarando quali vanno bene e quali no?

La domanda trova risposta non appena ci si chiede: chi è Rosa De Lauro?

Senza girarci intorno, Rosa De Lauro è la moglie di Stanley Greenburg, che, guarda il caso, lavora per Monsanto!

Per inciso, Monsanto è il più grande distributore al mondo di erbicidi e sementi geneticamente modificate!

Indovinate chi potrà soddisfare maggiormente il mercato se dovesse passare questa legge?

Il giudizio di Olistic sulle conseguenze dell’approvazione di questa legge è severo:

L’agricoltura biologica, nelle sue diverse forme (agricoltura biologica, biodinamica, naturale…) è l’unica possibilità che abbiamo di salvare la fonte del nostro sostentamento prima che il suolo divenga sterile completamente. Essa è anche l’unica alternativa economica, l’unico modo di sfuggire alle grinfie delle multinazionali come Monsanto, di essere liberi di scegliere cosa e come produrre. Questo è il motivo per cui Monsanto vuole renderla illegale. Questo atteggiamento è criminale e chi lo segue andrebbe processato come nemico dell’umanità.

Questa legge è assurda ed estremamente pericolosa. Se passerà negli USA potrebbe presto arrivare anche da noi che dagli USA prendiamo esempio in modo del tutto acritico. Presto potremmo non essere più liberi nemmeno di fare l’orto. Questi fatti sono il segno che i tempi stanno cambiando.

Il commento del Circolo Vegetariano Calcata sulla possibile introduzione di questa legge è pieno di sfiducia e incredulità:

Ma sì avete letto bene, vogliono obbligare gli agricoltori ad usare per legge  prodotti chimici come diserbanti,  antiparassitari, concimi, etc. Dicono per la “sicurezza alimentare”!  Vi rendete conto? Per la “sicurezza alimentare” di chi? Di chi produce tali veleni?!

Così alla chetichella, mentre Obama dorme sonni tranquilli, le multinazionali spingono per avvelenare il popolo e tutti sappiamo che ciò che  avviene negli USA prima o poi succede anche nel resto del mondo.

Sempre sul blog del Circolo Vegetariano Calcata si leggono alcune preoccupazioni riguardo la possibile degenerazione della situazione anche in Europa:

Anche in Europa  la situazione non è rosea, infatti pur che il biologico non è stato ancora proibito, pur essendo entrato in vigore il famigerato “Codex Alimentarius” gli OGM sono ormai entrati nel biologico,  e possono essere inseriti nei prodotti dichiarati biologici senza menzione sull’etichetta, questo proprio a partire dal 2010.

I blogger sono scettici e dubbiosi rispetto all’effettiva utilità di questo disegno di legge. Non resta che vedere che cosa deciderà il Congresso e attivarsi per fare in modo che queste limitazioni apparentemente esagerate non vengano introdotte anche nella Comunità Europea.

Tag correlate: agricoltura biologica, USA, Michelle Obama, OGM

6 Commenti a questo articolo

  1. roberto pinton says:

    Si tratta di una colossale bufala, illustrata velocemente a pagina http://attivissimo.blogspot.com/2010/01/antibufala-vietate-le-coltivazioni-bio.html.
    Ma prima o poi (meglio prima che poi) si prenderà l’abitudine di cercare di capire cosa si va a postare sul web, andandosi a leggere i documenti, anzichè prestarsi al gioco di qualche burlone (o dei fissati coi complotti globali)?
    Il testo del disegno di legge Usa si legge a pagina http://www.govtrack.us/congress/bill.xpd?bill=h111-875 e non ha nulla di preoccupante, in Europa abbiamo nornative del genere da anni, gli Usa si stanno solo adeguando, stanchi di avere centinaia di morti ogni anno per salmonellosi a causa della carenza di norme sulla sicurezza alimentare. Non c’entrano niente nè il biologico, nè Monsanto, nè l’orto della signora Obama.
    Rilassatevi.

  2. Cosimo says:

    Dobbiamo creare un forte movimento di sostegno all’agricoltura biologica. E invitare la gente a non andare più a votare, va diminuito il potere politico dei partiti. Costringere, con il peso di una forte astensione, il Capo dello Stato, a non dare più mandato parlamentare a questi politici, e avviare una nuova fase costituente
    per vere elezioni davvero libere. In questa fase i movimenti avrebbero una grossa opportunità, per dar vita a un vero processo
    di rinascita democratica.
    Dobbiamo tentare, impegnandoci! possiamo farcela.

  3. Giulia Zanchi says:

    @Roberto: Hai ragione sul fatto che ultimamente c’è un po’ di allarmismo in proposito, ed è esattamente quello che dice Paolo Attivissimo. Questa proposta di legge non è certo uscita ora, e infatti gli internauti – soprattutto d’oltreoceano – se ne sono occupati già da mesi… il fatto che continui a suscitare interesse però è significativo!

    Se vai a leggere i numerosissimi post, italiani e stranieri, su questa proposta di legge, vedrai che molte delle critiche sono fondate, almeno dal punto di vista di chi vorrebbe più controllo sugli OGM e meno interferenze delle multinazionali interessate come la Monsanto, che ha la proprietà (e il brevetto) di tantissime semenze geneticamente modificate e conduce una lotta molto forte contro gli agricoltori che preferiscono usare le semenze conservate e selezionate nel corso degli anni.

    E’ importante tenere viva la discussione, quindi grazie per il commento!

    @Cosimo: penso anche io che sia importante sostenere l’agricoltura biologica, nel rispetto della salute dei consumatori… Per quanto riguarda il ruolo dei politici, lascio a voi la discussione!

  4. roberto pinton says:

    Credo che invece di andare a “leggere i numerosissimi post, italiani e stranieri, su questa proposta di legge”, sarebbe il caso di andarsi a leggere …il testo della legge e, eventualmente, di esprimere su questa il proprio parere.

    Se non si fa così, non si commenta la realtà, ma il commento di altri che non sanno di cosa parlano, fornendo ad altri ancora l’occasione di commentare il commento del commento di chi non sa di cosa parla, in un gorgo infinito di interventi campati per aria.

  5. Italo Cocci says:

    E’ da qualche anno, dopo una lunga carriera sindacale e politica, che mi dedico all’agricoltura biologica. Rilevo una serie di problematiche che occorre affrontare al più presto. Intanto occorre realizzare un fronte culturale contro le stupidaggini che si dicono sul biologico. Stupidaggini dovute qualche volta all’ignoranza e qualche volta alla malafede (ad esempio mi piacerebbe sapere se Dario Bressanini, che dirige la rubrica “scienze in cucina” del quotidiano La Repubblica, è pagato per ogni cazzata che dice oppure dice cazzate per vocazione). C’è da fare una grande e continua operazione culturale, bisogna scambiarsi informazioni, studi, proposte. Poi c’è da organizzare questo mondo, il mondo del biologico. Il mondo del biologico è fatto essenzialmente da piccoli produttori che hanno a cuore la loro salute, il rispetto dell’ambiente e la tutela della salute dei consumatori. Ma c’è un problema di rapporti tra chi produce e chi consuma. Spesso ci sono rotture nella filiera produzione-consumo. Chi produce carni biologiche, riesce a servirsi di mattatoi biologici? Ce ne sono pochissimi. Per cui per avere il marchio del biologico sul prodotto finale spesso si devono sostenere oneri altissimi e allora si rinuncia. C’è poi la necessità di mettere in rete i produttori affinché propongano al mercato un paniere di prodotti relativamente ricco e variegato. Tante tematiche da mettere in rete magari partendo da una banca dati completa sui produttori.

  6. Giulia Zanchi says:

    Buongiorno Italo e grazie per il commento! I punti che sollevi sono molto interessanti, soprattutto il problema del costo della certificazione e quello della filiera che (forse) non sempre è rispettata. La speranza è che si continui a parlare dell’argomento e che l’interesse per il biologico rimanga vivo al di là delle facili operazioni commerciali.

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