Liquida Magazine

Home » Attualità , Tecnologia » WIF Italia 2010: i vincitori

WIF Italia 2010: i vincitori

Si è chiusa la prima edizione italiana del blasonato contest per webdesigner. Due squadre hanno superato le selezioni e rappresenteranno l’Italia durante la gran finale a Limoges, il prossimo giugno. Vediamo come sono andate le cose…

WIF Italia 2010: i vincitori

E’ il momento di fare un bilancio del WIF 2010, la cui prima edizione italiana si è appena chiusa.
La manifestazione (di cui Liquida era media partner) si è svolta il 4 e 5 febbraio presso la NABA – Nuova Accademia di Belle Arti  Milano.

In una 24 ore non-stop, si sono sfidati 44 webdesigner suddivisi in 17 squadre. L’arma da usare era la creatività, l’obiettivo era creare un’interfaccia grafica su un tema comunicato soltanto all’ultimo minuto.
L’argomento scelto dall’organizzazione è stato “
WWW – Work With Web: la rete per trovare lavoro”: l’attenzione, dunque, è stata posta sul problema del lavoro e della ricerca di un impiego – tematica sensibile e attuale, a cui la rete è chiamata a dare risposte e a fornire strumenti d’aiuto.
La missione dei designer, dunque, è stata la progettazione di un ambiente allargato d’interazione digitale, alimentato da un job search engine – dal sito alle sue estensioni multidevice e multicontesto.

A spuntarla, nonostante la concorrenza agguerrita, sono state le squadre Next3 (composta da Marco Marlia, Fabio Gurgone e Giuseppe Mamone) e Ochodurando (con Elios Mazzotti, Nicola Signorelli e Alessandro Pisani); entrambe avranno l’onore e l’onere di difendere la bandiera nazionale nel corso delle finali internazionali del WIF che si terranno in Francia (a Limoges) il 3-4-5 giugno 2010.

Ovviamente c’erano anche altri premi in palio e i due team finalisti si sono aggiudicati 400 crediti per scaricare contenuti e un Hosting LAMP (1GB di spazio web, 3GB di banda mensile e pannello di controllo CPanel).

La giuria ha assegnato, poi, un premio speciale da 1.000 euro per l’immediata fattibilità del progetto: se l’è aggiudicato la squadra Makary Team (Pietro Dipalma, Nicolò Pignatelli e Concetta Pignatelli).
Infine è stato attribuito un premio alla
migliore squadra non professionista (un MacBook, messo in palio da Liquida) al team Babbage (Simone Luise, Francesco Diviesti e Lara Gianotti).

Si parlava di bilancio, in apertura: i numeri del WIF Italia 2010 sono notevoli. Ecco i dati che l’organizzazione ha diffuso:

  • 48 ore di attività suddivise in 3 giorni
  • 5 conferenze “Visioni dal futuro”
  • 4 workshop “digital inside”
  • 5 Barcamp
  • 3 Aperitivi di networking
  • 9 eventi della prima Notte bianca digitale

Il tutto premiato da una bella affluenza di pubblico e da vivacità di idee da parte delle squadre in gara.

Tag correlate: Web, design, Milano, webdesign

Post pubblicato da: Redazione il 08 febbraio 2010 - 65 posts su Liquida magazine.

Sito web: http://www.liquida.it

Tags: , , , , ,

8 Commenti a questo articolo

  1. Renata Spreafico says:

    Un contest di dubbio gusto! Il gruppo che ha vinto ha palesemente copiato in tutto e per tutto l’interfaccia facebook, e mi chiedo quale santo in paradiso li abbia assistiti per essere premiati :(

  2. Daniele Sandionigi says:

    esattamente. ha vinto un sito palesemente copiato. mi chiedo solo quanto ci possa impegare Facebook per accorgersene ed avanzare pretese legali. Sono un web designer, ed ho evitato di iscrivermi al contest in qunto immaginavo le dinamiche di commissione. chi ha giudicato evidentemente non era esperto in materia, e non ha minimamente idea del vero WEB DESIGN ATTUALE, FATTO DI FLASH, FLEX, E NUOVE TECNOLOGIE ma quanti anni hanno i vincitori? 80?

  3. Ocho Durando says:

    @Renata, @daniele Avete visto il nostro lavoro?
    Siamo in finale anche noi, no?

    Ocho Durando.

  4. Dafne (Genova) says:

    Dipingevo nel lontano 1998 come writer sui muri di Genova. Poi mi sono data al design web. Volevo partecipare al contest, ma vista la giuria, non ho avanzato l’iscrizione; sarebbe stato inutile.
    L’arte non viene apprezzata dai calcolatori del web. Addirittura un giurato specializzato in economia e commercio: con me non poteva c’entrare nulla. Ecco, dunque ora da qui, lontana, con il mio pc, commento, e mi scusino tutti se con troppa enfasi, ma ci vuole.
    Il primo classificato non ha espressamente, tacitamente, velatamente, palesemente, tra le righe, dentro, fuori, avanti, dietro, nulla, e dico nulla di – nuovo – design – originalita’ – creazione – bellezza – interattivita’ – gioco – colore – font – passione.
    Ne aggrava la cosa il fatto che sia una copia spudorata di un noto social network, facebook appunto.
    L’unica nota di design sta nell’omino marchiato sul petto, ma sempre con la “F” famosa.
    E allora mi domando: la giuria non poteva aprirsi il proprio facebook e votare quello?
    Stupore! Design vuol dire stupore! E nel sito del team next3 l’unico stupore viene garantito dalla frase: “Oh my god! Come puo’ una persona copiare cosi’ spudoratamente?”
    L’altro team, Ochodurando: mi piace molto il logo loro personale, bello. Loro sono stati sicuramente piu innovativi anche a livello di tecnologie (siamo nel 2010 ed almeno hanno usato flash). Mi pice molto la sezione crediti, purtroppo ho capito poco delle funzionalita’ ma credo che sia per il fatto che non ero presente alla descrizione.
    Conclusione: felice di essermene stata a casa. W L’ITALIANO W I CLONI W LE GIURIE IMPREPARATE

  5. Laura Bonetto says:

    Che dispiacere. Rappresentare l’Italia all’estero con un lavoro rubato! I giudici sono stati ciechi e superficiali. Forse un pò più di conoscenza della materia non avrebbe fatto male.
    Sarei curiosa di sapere dai partecipanti, se la commissione forniva materiali aventi loghi Facebook, ed altro materiale protetto da copyright per il libero utilizzo. Se così fosse, ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli!
    Giuria giuria, che brutta gaffe!

  6. Stefano Saladino says:

    Riporto quanto ho scritto stamattina sul blog di Italianwebdesign:

    Ciao a tutti.
    Parto con il presentarmi. Sono Stefano Saladino e sono uno degli organizzatori dell’evento. Ho seguito passo passo i commenti su questo post in dubbio se lasciare la parola ai protagonisti o se intervenire direttamente.
    Ma come vedete ora ho deciso di dire anche la mia.
    Parto con il quotare in pieno Pixeljuice con il suo ultimo intervento.
    Bisognerebbe cercare di costruire piuttosto che distruggere.
    Ma faccio qualche passo indietro.
    Innanzitutto mi sento personalmente rattristato per le accuse rivolte da alcune persone di “corruzzione, favoreggiamento, parentela varia, etc etc.”
    A settembre dell’anno scorso abbiamo firmato il contratto con l’organizzazione Francese (che prevede una fee piuttosto onerosa!) raccogliendo una sfida che negli anni precedenti nessun’altra struttura italiana aveva voluto intraprendere.
    L’abbiamo fatto con entusiasmo e dedizione come è nostra consuetudine fare, abbiamo dedicato tempo e risorse economiche. Non abbiamo quasi ricevuto risposta dal mercato degli sponsor e il progetto ce lo siamo praticamente autofinanziato. Ma questo non ci ha fermati.
    Abbiamo più e più volte lanciato il messaggio. Chi vuole partecipare attivamente al progetto, noi siamo qua. Giuria, relatori, etc etc. Una piattaforma aperta, a me piace definirla.
    Qualcuno questa proposta l’ha accolta ed ha deciso di mettersi in gioco partecipando attivamente. Altri, i più ovviamente…, hanno deciso di stare alla finestra in attesa di… vediamo come va e poi al massimo la prossima volta. Questo però è l’atteggiamento che porta allo stallo delle cose.
    Ma andiamo oltre.
    Ed entriamo nel vivo della discussione. Io non entro nel merito dei lavori della giuria. Noi come organizzatori abbiamo preferito non far parte della giuria giusto per evitare dubbi sulla sua imparzialità. Giuria composta da professionisti provenienti da mondi diversi per consentire una valutazione il più possibile ampia ed eterogenea.
    Professionisti che hanno dedicato una giornata intera del loro lavoro per mettersi a servizio del progetto. Nessuno è stato remunerato per far parte della giuria.
    Io non voglio entrare nel merito dei risultati della giuria. Io potrei essere pienamente d’accordo o aver preferito qualche altro lavoro. Questo non è importante. L’importante è comprendere che la valutazione dei lavori prevedeva una serie di parametri che non erano puramente estetici e neanche di webdesign puro. Giusto per fare un esempio i secondi classificati in Francia nel 2008 non hanno certamente prodotto un progetto web in senso stretto del termine: http://www.webdesign-festival.com/2008/equipes/finale/bope/
    La giuria ha pesato per cui tutti i parametri ed ha decretato i vincitori.
    Ha addirittura impiegato un’ora in più rispetto al dovuto per decidere… se fosse già tutto scritto forse non saremmo andati in ritardo.
    Poi è giusto che ognuno di noi/voi abbia un proprio gusto, una propria opinione, una propria visione di creatività, e che liberamente la esprima.
    Abbiamo introdotto per la prima volta e solo in Italia la possibilità di presentare i propri lavori direttamente agli altri partecipanti, alla giuria ed al pubblico che voleva assistere.
    Perché guardare solo le interfacce era riduttivo, visto che in 24 ore non tutto si può fare.
    Ora abbiamo deciso, e questa cosa la dico in anteprima qua, di pubblicare per ogni team il video in cui hanno presentato il loro progetto. Inoltre chiederemo ad ogni singola squadra di presentarsi e presentare il proprio progetto nella forma che reputerà più opportuna: video, testo scritto o altro.
    Noi siamo qui, continuiamo a dedicare entusiasmo e dedizione al progetto, crediamo che ci sia un ampio spazio di miglioramento e questo può essere fattibile grazie a tutti quelli che vorranno contribuire da dentro ma anche dall’esterno con un apporto critico ma costruttivo…. Aiutateci a costruire l’edizione del 2011 al meglio.
    Vorrei concludere con una osservazione/riflessione. Il Belgio che conta poco più di 10 milioni di abitanti ha espresso quasi 30 squadre. L’Italia che conta quasi 60 milioni di abitanti ha espresso 18 squadre… ogni commento credo che sia superfluo.

  7. Vic Zamba says:

    Gentile Dott.Saladino, le scrivo in modo pubblico, in quanto in via privata non ho ricevuto risposta, e la mia intenzione riguarda stilare un’articolo in merito, il piu’ possibile limpido.
    La mia domanda risulta semplice e falcilmente esaustiva da parte Sua:
    come mai il regolamento del Wif Italian Festival riporta a chiare lettere il seguente divieto: “Ai partecipanti è altresì vietato citare nomi di persone, marchi, o nomi di domini ” eppure il sito vincitore manifesta uno spudorato rifacimento al famoso Social Network Facebook?

  8. Sergio Poma says:

    Gentile Dott. Vic Zamba, se lei è la stessa persona che nell’email inviataci domenica si è firmata Vicky Zambardino (cosa probabile visto le abbreviazioni e gli argomenti) le ho risposto domenica stessa quanto segue:
    “Buongiorno dott. Zambardino,
    sono Sergio Poma, Presidente del Comitato Organizzativo di WIF Italia 2010.
    Le rispondo solo ora, ma avevo un po’ di ore arretrate di sonno alle spalle e sono tornato online da poco.
    La ringrazio per la sua email, nello spirito aperto che anima il progetto ogni contributo, anche quando critico, è interessante.
    Le garantisco che lunedì sarà mia premura analizzare dettagliatamente le sue critiche con il comitato e con la giuria per poi fornirle una risposta ufficiale.
    Nel frattempo le auguro di trascorrere una buona domenica.
    Cordiali saluti”
    e mercoledì le ho scritto quanto segue:
    “Buongiorno,
    vorrei mandarle la risposta ufficiale.
    Mi darebbe per favore i suoi riferimenti completi, così che possa intestargliela?
    Grazie”
    Sono in attesa

Scrivi un commento