Italiani e reality show: tante critiche, ma tutti li guardano
Ci sono programmi che raccolgono crescenti manifestazioni di dissenso, ma l’audience aumenta e non cala mai. I reality show ne sono un esempio
Da un po’ di anni a questa parte la televisione è stata invasa dalla rivoluzione dei reality show. Il termine, letteralmente, significa “spettacolo del reale”, in quanto nasce per mettere in onda la normalità e la quotidianità della gente.
Il genere è totalmente inflazionato: tutto si trasforma in show e non c’è nessun limite al reality, ogni aspetto della nostra vita, anche quello più intimo diventa mediatico.
Ultimamente l’opinione pubblica sembra essere unita nel puntare il dito contro questo tipo di trasmissioni colpevoli di trasmettere un’immagine del reale troppo volgare e trash.Indipendentemente dall’ambientazione, casa, isola, fattoria, il risultato è sempre lo stesso: i protagonisti si distinguono per comportamenti eccessivi che provocano l’immediata reazione del pubblico. Ciò che li accomuna è la violenza verbale e a volte fisica; l’utilizzo di parole poco appropriate garantisce visibilità e fa subito notizia… quale miglior modo per ottenere visibilità? Il successo a ogni costo, sopra ogni regola, contro ogni morale: tutti sono nemici di tutti, in un gioco di strategie e colpi bassi.
Ma fino a qui nessuna novità. Ciò che più stupisce, invece, è il fatto che nonostante le crescenti denunce contro questo modo di fare televisione, l’audience non scende mai. Insomma, tutti si lamentano dei reality, ma nessuno smette di vederli.
Vediamo cosa ne pensa la blogosfera.
Realityshow riporta le parole di Maurizio Costante e di Virna Lisi sull’argomento:
“Il reality – ha detto – genera dei ‘poveretti’ convinti di diventare qualcuno perché ripresi in una stanza. Nel mondo dello spettacolo bisogna saper fare qualche cosa se si vuole rimanere. Non do la colpa al mezzo televisivo, bensì a chi mette queste persone in tv. I giovani dovrebbero iniziare a studiare un qualcosa senza illudersi che stare in televisione risolva la vita. Fare la ‘letterina’ non sempre risolve i problemi. Questo mondo è pieno di disoccupati. Il mio mestiere come quello dei giornalisti e degli autori è uno dei più antichi lavori precari. Solo se si ha una vera passione lo si può intraprendere”.
Non le ha mandate a dire neanche Virna Lisi: “Oggi molte giovani attrici si sentono già arrivate. Dopo una settimana di reality fanno già le dive mentre io, nonostante la mia esperienza, continuo a studiare e a impegnarmi dando l’anima per questo mestiere. Alcune arrivano sul set sentendosi già Laurence Olivier. Mi fanno una rabbia che mi verrebbe voglia di prenderle a calci”. Si accettano “volontari” per aiutarla.
Tvboomerang riflette su questo genere televisivo, domandandosi se i reality siano una piaga sociale o un genere che sta cambiando la tv. Vi sono diversi lati positivi dei reality, alcuni a favore della Rete, altri del telespettatore, vediamo alcuni aspetti:
· i reality costano relativamente poco e permettono la messa in onda di materiale pressoché illimitato (da qui la striscia quotidiana, le quattro ore di diretta durante la puntata serale, l’invasione degli altri programmi e via dicendo).
· passiamo ai telegiornali, che sfruttano letteralmente questo genere televisivo
Nei loro servizi parlano degli ascolti record dei reality innanzitutto per fare ascolti, catturando il target di riferimento della trasmissione in questione
· il reality si è contaminato con altri generi. I conduttori dei programmi, e in particolari dei Tg, si sono discostati dal ruolo di impersonali rappresentanti dell’emittente, e hanno introdotto uno stile personale e il dialogo con il telespettatore. Usano il più delle volte un lessico piano e quotidiano, e una sintassi semplice e colloquiale
· i programmi e i Tg ora incoraggiano la partecipazione del telespettatore, attraverso ad esempio i sondaggi, telefonici o via e-mail, ma anche con l’up-loadandosi in rete (ogni testata e trasmissione ha ora un proprio sito Internet, che fa da vetrina)
Il telespettatore trova delle brillanti e sarcastiche risposte sul perché i reality funzionino sempre, nonostante qualcuno continui a supporre la fine di un ciclo:
Voyeurismo. guardare, curiosare nella vita altrui, paparazzi consapevoli e speranzosi. Speranzosi di ritrovare i nostri difetti più che i pregi tra i nostri simili, quasi fosse consolatorio immedesimarsi nei modi e nei comportamenti che anche noi abbiamo più spesso di quanto si voglia ammettere. Aspetto ancor più amplificato se e quando i concorrenti in gara sono VIP o quasiVIP.
Curiosità. Si guarda per soddisfare un’idea del prossimo, quasi un occhio clinico del comportamento umano di fronte a difficoltà reali o relistiche che siano. La visione in questo caso viene filtrata da un senso critico che il voyeurismo non ha.
Basso filtro d’ingresso. Come per buona parte della fiction non è importante conoscere gli antefatti per entrare in sintonia col programma ed i suoi protagonisti.
Potere. Sia che si partecipi tramite il proprio voto ufficiale, sia che si scelga tra le mura domestiche il salvataggio o meno di un candidato all’esclusione si entra nel meccanismo di determinazione del gioco.
Immedisimazione. Guardo per trovare una copia più o meno sbiadita di me stesso o per prendere le distanze da quello che non vorrei essere.I personaggi diventano una sorta di termine di paragone con cui misurare il proprio profilo, atteggiamento, propensione alla socialità.
Divertimento. E’ un atteggiamento totalmente distaccato e razionale, in fondo ci sono persone che per qualche oscuro motivo hanno deciso di farsi riprendere 24/24 e 7/7 da telecamere in una situazione ben poco realistica
Il Grande Fratello, sembra essere il re indiscusso di tutti i reality. Non c’è televisione o giornale che, nel bene o nel male, non ne parli. Per Grazia i concorrenti della casa anche quest’anno sarebbero in pratica “casi umani”, o – nella migliore delle ipotesi – “provincialotti” in cerca si fama:
Tutti che “amano viaggiare” e vogliono mettersi in gioco, sfidare se stessi, riconquistare una ex. C’è la timida e introversa, il determinato e sicuro di sé, la possessiva e gelosa: tutti col doppio aggettivo rafforzativo di aspetti della personalità generici e allo stesso tempo caratterizzanti, per favorire l’immedesimazione del pubblico in (almeno) uno dei concorrenti.
Sono indecisa se immedesimarmi nell’”anima pugliese intrappolata in un corpo da Californiana” (così si è definita lei stessa) o nell’Austin Powers siculo (che dev’essersi fatto prestare gli occhialoni dal conterraneo Daniele Magro di X Factor) o nella venticinquenne perugina che ha partecipato perché “si annoia e magari riesce a trovare un fidanzato” (che comunque mi sembra una motivazione più ragionevole di “per capire cosa vuole dalla vita”. Lì dentro? Mah…)
Spitfiremc si sofferma sempre sul gettonatissimo GF, aumentando i già numerosi sospetti che la trasmissione sia pilotata e costruita a tavolini proprio per scopi televisivi:
Non seguo il Grande Fratello. I reality show non mi hanno mai interessato. Ma so che sono un vero e proprio fenomeno mediatico e che, quindi, meritano attenzione. So anche di gente che non si stacca mai dal monitor per seguire le vicende dei reclusi più pagati della TV. Ed ho sempre saputo, o meglio, ho sempre sospettato, che queste trasmissioni fossero pilotate: che ci fossero degli autori, e che i dialoghi e le azioni, venissero programmate da persone preparate sull’intrattenimento. Di video che “smentiscono” la natura del Grande Fratello, online se ne trovano diversi. Ed ora, ce n’è uno in più! È quello dove si vedono Massimo e Veronica che parlano. E che si raccontano dei dialoghi avuti nel confessionale. Poi, però un colpo di tosse dagli altoparlanti “li ferma”. Veronica, in evidente imbarazzo, osserva: «Mi sa che era per noi»…
In realtà, non è solamente la discussione sulla morale a tenere banco; Loudvision pone l’accento sull’interessante tema della diffamazione proprio in tema di reality. A chiarirci come stanno le cose soccorre, come sempre, una recentissima sentenza della Cassazione, che ricorda come la diffamazione sia un reato da “contestualizzare”:
Il caso esposto ai giudici della Suprema Corte riguarda Tizio che, nel corso di un reality show, allestito in una località esotica e trasmesso dalla R.T.I. S.p.A., avrebbe offeso Caio, chiamandolo pedofilo”, per via delle attenzioni da quest’ultimo rivolte nei confronti di una minorenne! Caio, a cui non bastavano i soldi elargitigli dagli organizzatori della trasmissione, ha pensato di querelare Tizio per diffamazione e di chiedergli il risarcimento dei danni.
La Cassazione ha tuttavia respinto il ricorso, sostenendo che il reato di diffamazione (che per sua natura richiede l’offesa all’altrui reputazione e la presenza di più persone) necessita anche di un vaglio circostanziato sull’occasione in cui si è consumato. In altre parole, la condotta lesiva va rapportata al contesto spazio-temporale nel quale è stata posta in essere.
Nel caso di specie, essendo il reality un programma televisivo basato quasi esclusivamente sul contrasto verbale e da un’accesa conflittualità tra i partecipanti – circostanza peraltro che non poteva essere ignorata dalla vittima – era presumibile attendersi condotte come quella incriminata.
L’Italia non è l’unica nazione a promuovere reality. Channel 4, il canale britannico degli scandali, sta preparando un nuovo reality show ad alto tasso di polemiche. Dopo la roulette russa in diretta dell’illusionista Darren Brown e i sei disabili su un’isola deserta nel reality Cast Off, arriva la mummificazione in diretta. Yahoo ci da qualche anticipazione su questa notizia a dir poco preoccupante:
Gli autori di questo nuovo reality stanno, infatti, cercando un malato terminale disposto a farsi mummificare in diretta: questo, ovviamente, per amore della scienza, perché gli scienziati possano studiare il processo della mummificazione che per alcuni versi rimane un mistero.
In Italia, siamo fortunatamente molto indietro e l’augurio è di non raggiungere mai queste “vette”: per adesso i reality più scandalosi che sono stati mandati in onda riguardavano adolescenti incinte (Mtv, “16&Pregnant”) e persone alle prese con malattie e dipendenze (Discovery real Time, “Vite Difficili”).
Sotto le telecamere finiscono dunque i momenti più intimi della vita delle persone, morte compresa.
E chi guarda da casa il programma cerca forse un modo per esorcizzarne la paura?
Insomma, al trash sembra non esserci mai fine.
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settembre 16th, 2010 at 14:20
Perdonate lo sfogo..
il Grande fratello è un talk show fatto per i Grandi idioti(e ce ne sono tanti purtroppo). Guardate cosa sta succede in politica ultimamente…siamo alla frutta.
Un giorno tutte quelle persone che oggi guardano divertite il Gf, faranno le pezze al culo perchè non avranno un lavoro, non avranno certezze. Il nostro sistema oggi questo vuole. Sottometterci. Meditate gente meditate.