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I 10 video musicali più controversi

Hanno venduto migliaia di copie e sono cliccatissimi sui siti di video sharing ma sono anche stati vietati in diversi paesi: ecco la classifica stilata dal Time dei dieci videoclip più discussi (e censurati) degli ultimi anni

L’ultimo videoclip di Rihanna, Man Down, mostra in rapida sequenza prima uno stupro e poi la vittima che spara in testa al violentatore. Le principali organizzazioni che si occupano di censura negli Stati Uniti, le moige a stelle e striscie, non hanno tardato a far sentire la propria voce, chiedendone l’immediata rimozione dalla programmazione Tv per la violenza veicolata dalle immagini e il messaggio di giustizia fai-da-te. Il fatto ha subito incuriosito la redazione del Time che ha pensato di stilare una classifica dei dieci video più controversi nella recente storia della musica.

Andiamo a spulciare le posizioni una per una …

10. Fiona Apple – Criminal

Cantante in grado di far discutere fin dal suo esordio, Fiona Apple firma con Criminal la ciliegina sulla torta di un album, Tidal, che otterrà per ben tre volte il Disco di Platino. Modelle anoressiche che sembrano ondeggiare fra dipendenza da tranquillanti e collassi nervosi, frasi sull’essere stata una cattiva ragazza: abbastanza per fra alzare il sopracciglio anche al New Yorker che accusa il video (filmato da un grande Mark Romanek) di propagandare uno stile di vita heroin chic e di avere un nemmeno tanto velato sottotesto di pornografia infantile.

9. Christina Aguilera – Dirrty

Correva il 2002 e Cristina Aguilera contendeva la palma di cantante più trasgressiva a rivali come Madonna o Britney Spears. Il pezzo Dirrty passerà alla storia per diversi motivi, come ci racconta Repubblica:

In quanto a Dirrty, i fan ricorderanno il clima torvo e inquietante del videoclip, con echi di Blade Runner e Mad Max e soprattutto la direzione artistica di David La Chapelle, il fotografo che ha immortalato fior di celebrities, da Madonna a Leonardo di Caprio e, in video, ha diretto Jennifer Lopez, Britney Spears, Avril Lavigne, No Doubt, Whitney Houston, Moby. In questo caso guida una scatenata Aguilera che si cimenta con sexy-combattimenti fra donne, al cospetto di maschi ribollenti.

Il video, al momento della sua distribuzione, aveva anche suscitato le ire del governo thailandese. Vengono infatti inquadrati due poster, scritti in thailandese appunto, nei quali si promuove il turismo del sesso e la disponibilità di ragazze “molto giovani”. Un portavoce dell’etichetta Rca si giustificò, all’epoca, dicendo che chi aveva lavorato al set non parlava thailandese, quindi non aveva idea di che cosa ci fosse scritto. Lo stesso La Chapelle era stato costretto a presentare le proprie scuse ufficiali.

8. Madonna – Like a prayer

Diverso il discorso per questa hit del 1989 di Madonna, lanciata da un video di Mary Lambert che per l’occasione sfodera parecchie immagini scabrose e controverse. Da Hit Parade Italia:

Il ricordo di questa canzone, che dà il titolo ad un album pubblicato nel 1989, è indissolubilmente legato al videoclip con cui è stata lanciata. Un videoclip che suscitò grande scandalo per il contenuto da molti giudicato blasfemo e che ebbe, tra le varie conseguenze (quasi tutte positive in termini di pubblicità per il disco), quella di vanificare un contratto pubblicitario da cinque milioni di dollari firmato dalla cantante con la Pepsi: l’infinita coda di polemiche che il video si trascinò dietro indusse infatti i dirigenti della multinazionale a ritirare dalla circolazione uno spot nel quale Madonna interpretava proprio “Like a prayer” -benché in un contesto completamente diverso da quello che aveva sollevato il polverone- onde evitare qualsiasi forma di confusione tra il prodotto reclamizzato e le immagini scabrose proposte da Lady Ciccone.

7. Garth Brooks – The Thunder Rolls

Rihanna non è certo la prima a cantare e rappresentare una donna vendicativa: nel 1991 Garth Brooks firma The Thunder Rolls il cui video prima vince un premio come migliore dell’anno dalla Country Music Association ma in seguito comincia a ricevere parecchie critiche per la rappresentazione della coppia (lui traditore e violento e lei vendicativa), critiche che porteranno il Nashville Network e la Country Music Television a bloccare la rotazione del video.

6. Erykah Badu – Window Seat

Dalle prevedibili censure in Tv agli strascichi penali veri e propri, questo quel che è successo a Erykah Badu per il video di Window Seat. Musicsense infatti riporta che:

Non si parla d’altro che del video che ha scioccato l’America. Erykah Badu la cantante soul-singer texana, ha girato un video dal titolo Window seat, spogliandosi fino a rimanere completamente nuda tra le strade di Dallas, in particolare nel punto dove fu ucciso il Presidente americano J. F. Kennedy, con lo stesso finale, anche lei viene uccisa da uno sconosciuto. Lei e la sua troupe senza permesso, hanno rischiato una multa di circa 2000 dollari e 180 giorni di prigione, il tutto per provocare e far parlare un po’ di sé. La canzone è tratta dal suo nuovo album New Amerykah Part Two (Return of the ankh)…

E quel che è accaduto poco dopo ce lo ricorda Music Fan Page:

La Badu rischiava una multa e fino a un anno di carcere per la sua ardita decisione di girare un video del genere senza prima aver chiesto il permesso alla polizia di Dallas. Fino ad ora non era stata sporta nessuna denuncia ai danni della cantante, dal momento che nessun testimone si era fatto avanti.

La Badu stessa in un update sul suo account Twitter aveva dimostrato di essersi preoccupata più che altro per la presenza di alcuni bambini sulla scena del video, che è stato girato “guerrilla style” come dichiarato dalla cantante, in un’unica ripresa.

In questi giorni, però, una testimone ha deciso di presentarsi alla polizia e così ora la cantante si troverà a pagare una multa di 500 dollari per condotta irregolare. La polizia di Dallas ha, infatti, dichiarato: “Dopo averne a lungo discusso, si è arrivati alla conclusione che si tratta del miglior tipo di accusa per il suo comportamento nel momento in cui si è spogliata in un luogo pubblico senza preoccuparsi degli altri individui o dei bambini che si trovavano nelle vicinanze. Starà ora a lei decidere come procedere. Può fare ricorso in tribunale oppure limitarsi a pagare la multa“.

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Post pubblicato da: il 14 giugno 2011 - 58 posts su Liquida magazine.

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1 Commenti a questo articolo

  1. Mice says:

    http://www.youtube.com/watch?v=pndIoh2If9U&feature=related

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