Archimede Solar Energy, il sole imprigionato in un tubo
In Umbria è stato inaugurato l’impianto ideato dal premio Nobel Carlo Rubbia, frutto della joint venture tra Angelantoni e Siemens, che produce energia elettrica generata da vapore senza uso di combustibili fossili
Ha mostrato ottimo intuito Valerio Gualerzi de La Repubblica quando, più di un anno fa, si occupò in un documentato articolo delle innovazioni proposte da Archimede Solar Energy. In quel momento l’intero progetto era ancora in fase di preparazione ma già la Siemens, mostrando la lungimiranza che l’ha sempre contraddistinta, era entrata con una partecipazione mostrando di credere fortemente nell’intuizione di Carlo Rubbia.
Oggi, a poche settimane di distanza dall’inaugurazione, a Massa Martana (Umbria), di un nuovo stabilimento per la produzione di ricevitori solari per impianti termodinamici che utilizzano, possiamo andare a rileggere proprio quell’articolo de La Repubblica per cercare di comprendere cosa sia il solare termodinamico, prima di riassumervi cosa è accaduto a Massa Martana e per quali motivi è così importante. Scrive Gualerzi:
Per chi non ha dimestichezza con il funzionamento del solare termodinamico (detto anche a concentrazione o CSP), va spiegato che i ricettori sono le vene pulsanti del sistema. Simili a dei lunghi tubi dal diametro di pochi centimetri, sono piazzati al convergere dei raggi solari riflessi dai lunghi filari di specchi a parabola. Nelle centrali già in funzione al loro interno scorre un olio sintetico che grazie al calore concentrato del sole raggiunge la temperatura di circa 400 gradi utilizzata per produrre il vapore necessario al funzionamento di turbine identiche a quelle utilizzate nelle tradizionali centrali a gas.
Grazie a un’intuizione di Rubbia, all’interno del ricettore Archimede passa invece una miscela di sali fusi in grado di toccare la temperatura di 550 gradi e di conservarla a lungo, permettendo all’impianto di funzionare anche di notte. Due potenzialità che Siemens ritiene molto importanti. “Crediamo – spiega ancora Umlauft – che entro il 2020 il mercato del solare termodinamico varrà circa 23 miliardi di euro e noi vogliamo diventare leader del settore entro il 2015. Per questo puntiamo ad ampliare la nostra offerta con il ricettore Archimede e aspettiamo con fiducia di vederlo all’opera nel progetto pilota che verrà lanciato a maggio nella centrale di Priolo”.
E da quel progetto pilota, con una velocità che, almeno per quanto riguarda l’Italia, ha del sorprendente, siamo arrivati, il 15 settembre 2011, all’inaugurazione di un primo stabilimento a Massa Martana, frutto di una joint venture fra Angelantoni Industrie e Siemens per un investimento totale che si aggira intorno ai cinquanta milioni di euro, cui vanno aggiunti dodici milioni forniti dalla Regione Umbria per la bonifica ambientale.
Si tratta di un evento che in questi tempi assume una doppia valenza positiva: da un lato abbiamo nuovi impulsi nella ricerca e sfruttamento delle energie rinnovabili e dall’altro lato in piena crisi economica assistiamo a un investimento coraggioso in grado di creare più di duecento posti di lavoro e a testimoniare l’importanza del momento era presente alla cerimonia un gruppo di personalità di tutto rispetto: il Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, il premio Nobel Carlo Rubbia, il Commissario ENEA Giovanni Lelli, il Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, e il Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente Corrado Clini insieme a parte della dirigenza di Siemens Italia e Angelantoni Industrie.
Ce ne parla Diffusione Solare:
Il nuovo stabilimento di Archimede Solar Energy (ASE) è stato inaugurato a Villa San Faustino, Massa Martana (Perugia). ASE – joint venture tra Angelantoni Industrie (55%) e Siemens (45%) – produce ricevitori solari che utilizzano sale fuso come fluido termovettore. Una tecnologia all’avanguardia messa a punto nell’ultimo decennio in Italia nei laboratori ENEA, e perfezionata con processi e ulteriori brevetti propri di ASE. Lo stabilimento ad alta tecnologia, realizzato in tempi brevissimi, è un benchmark in termini di eccellenza con macchinari interamente customizzati e processi innovativi. “L’investimento totale sostenuto per la start-up di ASE, l’industrializzazione dei prodotti e processi e la realizzazione del nuovo stabilimento è stato di oltre 50 milioni di euro – ha dichiarato Gianluigi Angelantoni, CEO di Angelantoni Industrie.La produzione comincerà con una capacità annua di 75.000 ricevitori, e potrà essere aumentata a 140.000 (circa 300MW), offrendo lavoro a 200 persone, figure professionali di alta specializzazione”.
A lato dello stabilimento è in corso di realizzazione una centrale dimostrativa ‘stand-alone’ con una potenza di 350 kW per attività di Ricerca & Sviluppo e formazione. “Siemens investe dove c’è eccellenza – ha spiegato Federico Golla, CEO di Siemens Italia – e i tubi ricevitori a sali fusi di Archimede Solar Energy rappresentano un decisivo passo avanti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Gli impianti termodinamici a concentrazione sono alla base di importanti opportunità per il futuro nei paesi della Fascia Solare.
Le possibilità di sviluppo per una iniziativa di questo tipo sono molto ampie sia per quello che riguarda il suolo nazionale che per quanto concerne l’esportazione di tecnologie e investimenti e accordi per la tecnologia a sali fusi non si sono fatti attendere, come nota Il Tam Tam:
La fabbrica ha richiesto un investimento di oltre 50 milioni, darà lavoro a più di 200 persone, produrrà circa 75 mila tubi ricevitori l’anno ed è già predisposta per un raddoppio. “Abbiamo grandi speranze per questo progetto, abbiamo fatto uno sforzo di automazione per essere competitivi anche in vista della produzione di massa.Perché se riusciremo ad abbassare il costo degli investimenti necessari per lo sviluppo della tecnologia a concentrazione aumenteremo la sua diffusione”, ha detto a MF-Milano Finanza Gianluigi Angelantoni, numero uno del gruppo omonimo.
Oltre a Siemens è già stato siglato un accordo con un altro gigante internazionale, la giapponese Chyoda, che puntava allo sviluppo della tecnologia a sali fusi in Africa e Medio oriente ma che potrebbe presto utilizzare la tecnologia in casa propria visto che il futuro dell’energia nucleare in quel paese ha subito un durissimo colpo che ha suscitato l’ostilità della maggior parte dei giapponesi.
Ma, per chiudere, c’è un motivo ancora più importante del già prezioso dato economico e di sviluppo. Si tratta di un passo in avanti nella lunga e durissima lotta all’inquinamento, verso il raggiungimento di diverse modalità di produzione (e consumo) energetici. Passi che non possiamo più permetterci di rinviare perché ogni giorno che passa c’è spazio per qualche pessima notizia. L’ultima, in ordine di tempo, ce la riferisce proprio Gualerzi, già citato a inizio post:
L’Ocse e l’Agenzia internazionale per l’energia hanno lanciato un appello per ridurre le sovvenzioni ai carburanti fossili, che nel 2010 hanno superato i 400 miliardi di dollari nel mondo. “E se non ci saranno cambiamenti di politica da parte dei governi, potremmo raggiungere i 660 miliardi di dollari nel 2020, pari allo 0,7% del pil mondiale”, ha avvertito Fatih Birol, capo degli economisti dell’Aie.
A sua volta, riferiscono le agenzie di stampa, il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, ha commentato che il livello di sovvenzioni è divenuto “insostenibile” e che la cifra è superiore a quella delle sovvenzioni all’agricoltura nel mondo, a vantaggio di una gran parte di paesi sviluppati. Secondo i responsabili energetici dell’Ocse, abbandonare i finanziamenti alle energie fossili (petrolio, gas, carbone) permetterebbe di ridurre la domanda mondiale di energia del 4,1% e la domanda di petrolio di 3,7 milioni di barili quotidianamente.
L’abbandono comporterebbe inoltre una riduzione delle emissioni di anidride carbonica di 1,7 miliardi di tonnellate all’anno. Secondo le stime dell’Agenzia, le sovvenzioni “che riducono artificialmente” i prezzi dei carburanti si attestano a 409 miliardi di dollari (310 mld euro) nel 2010, pari a 110 miliardi in più del 2009 a fronte del rialzo dei prezzi dell’energia (ma 150 miliardi meno del 2008, quando i prezzi avevano raggiunto un picco storico).
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novembre 23rd, 2011 at 21:08
Signori,
Un importante gruppo petrolifero, ci ha incaricati di valorizzare una loro proprietà in centro italia, mediante l’attivazione di un impianto solare e uno a biomasse solido èper ottenere 1MW elettrico.
Il vostro impianto da 350kW, potrebbe essere commercializzato?
Cordiali saluti
SI Osella
febbraio 23rd, 2012 at 12:33
Notizie come queste danno una speranza a chi, e siamo in troppi, hanno sulle spalle il peso insostenibile di un paese alla deriva, giorno dopo giorno…
Se tutti gli sforzi di questi grandi daranno i loro frutti, probabilmente cambieranno molte cose nelle coscienze e nei fatti, irreversibilmente, in tutto il mondo….
Non rimane che pregare che questo meraviglioso fiore possa continuare la sua tanto attesa crescita..e possa sbocciare….