“Nel bene e nel male purché se ne clicchi“, sono gli stessi creatori a sottolineare la filosofia di fondo del portale ideato, progettato e sviluppato dall’agenzia di comunicazione digitale Developing: POLITICOUNT è il primo strumento web (senza scopi di lucro) che misura la presenza online dei politici, aggregando statistiche e informazioni provenienti da account e pagine Facebook, Twitter, YouTube, Flickr e i risultati dei principali motori di ricerca (Google e Bing).
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Uno strumento informativo per staff elettorali, analisti politici, appassionati di comunicazione e cittadini, interessati alla consultazione dei dati sulla presenza online dei politici italiani e internazionali. Com’è nata l’idea? I responsabili del progetto rispondono di essere stati ispirati “dal sempre crescente dibattito sul ruolo del web nella comunicazione politica e nell’interazione tra politica e cittadini“.
E così da Mario Monti a Barack Obama passando per Nicole Minetti, oggi è possibile, dati alla mano, avere un quadro sempre aggiornato sulla new social politik: classifiche generali e graduatorie divise per ambiti, numeri assoluti e trend di crescita cui si affiancano speciali sulla politica internazionale e sui più importanti appuntamenti elettorali su scala locale.
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I dati vengono analizzati attraverso Prank, l’algoritmo open source di Politicount, aperto anche alla consultazione e predisposto a suggerimenti e consigli per migliorarne efficacia e rappresentatività del calcolo. E’ naturalmente possibile verificare la bontà delle statistiche accedendo agli stessi risultati dalle singole schede e chiunque può segnalare nuovi profili, completare le schede di quelli esistenti, proporre migliorie e metodi alternativi o più completi per il calcolo del Politirank.
Nessun giudizio sulla qualità della presenza ma la fotografia di chi cerca di influenzare di più l’opinione pubblica online: “Abbiamo così pensato di realizzare un sito che calcolasse e valutasse gli elementi e le piattaforme che generano i flussi di questo dibattito senza scindere l’informazione dal chiacchiericcio – dice il portavoce di Developing.it, Fabio Fanelli – perché non filtriamo e valutiamo diversamente i dati a seconda della piattaforma e del tipo di interazioni cui competono, piuttosto li sommiamo come elemento di ‘presenza’ del politico“.
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“In futuro ci piacerebbe valutare e soppesare i diversi valori, valutando ad esempio il livello di ‘maturità’ del mezzo, del dibattito che alimenta, dell’interazione diretta tra referente politico e utenti. In questa prima fase, però, vogliamo limitare l’analisi ai dati quantitativi (per questo facciamo capo a valori numerici assoluti). Quantità che, nella suddivisione e presentazione del dato secondo ambiti, ambienti social e trend, si fa qualità“.