[Foto: Charlie Hebdo (via RTL.fr)]
Dopo quella di Newsweek, anche il settimanale satirico francese Charlie Hebdo si lancia in una copertina che riprende il recente attentato di Bengasi in cui ha preso la vita l’ambasciatore statunitense Chris Stevens e il conseguente clima di tensione che in questi giorni agita il mondo islamico.
A differenza del settimanale americano, che parlava di “Rabbia musulmana”, la storica rivista d’oltralpe in edicola dal 19 settembre, pubblica in prima pagina una vignetta satirica su Maometto, dal titolo Gli Intoccabili 2: il profeta dell’Islam viene rappresentato come un vecchietto in carrozzina, spinto da un ebreo ortodosso, che dice: “Non bisogna infischiarsene”.

La vignetta in quarta di copertina, poi, si direbbe ancora più “spinta”: Maometto viene più volte disegnato in pose vagamente oscene, con un fumetto che recita: “Le coperture a cui siete sfuggiti”. Si tratta di un chiaro riferimento alla manifestazione non autorizzata dei giorni scorsi, quando un nutrito gruppo di musulmani si è radunato sugli Champs-Élysées, nel pieno centro di Parigi.
Le vignette pubblicate da Charlie Hebdo impensieriscono il Ministero degli Interni francese che, temendo una ritorsione simile a quella suscitata dal film di Sam Bacile, ha rafforzato la sicurezza intorno alla redazione del settimanale.
Già martedì sera, il primo ministro francese Jean-Marc Ayrault aveva severamente criticato la scelta editoriale del Charlie Hebdo, dicendosi “costernato” e disapprovando “ogni tipo di eccessi”, facendo appello alla “responsabilità di ciascuno in un momento così delicato“.
Intervistato dall’AFP, il rettore della Grande Moschea di Parigi, Dalil Boubakeur, ha lanciato un “appello alla calma”, ma si è anche detto “sconcertato e inquietato da una pubblicazione che rischia di esacerbare l’indignazione generale del mondo musulmano“.
Anche Mohammed Moussaoui, Presidente del Consiglio francese del culto musulmano, ha condannato il Charlie Hebdo, definendo quelle vignette “un atto irresponsabile in un momento di tensione” nonché “un insulto ingiustificabile e un’incitazione all’odio“.
Dal canto suo, Charb, il direttore del Charlie Hebdo, ha riconosciuto nel corso di un’intervista radiofonica che quelle caricature avrebbero pouto suscitare polemiche, ma si è così giustificato:
Se si pone la questione dal punto di vista del diritto a disegnare o meno Maometto, se è pericoloso o meno farlo, significa che è pericoloso disegnare anche dei musulmani in generale? E poi sarà pericoloso anche disegnare degli esseri umani? Se così fosse, arriveremo al punto che non potremmo disegnare più nulla e un pugno di estremisti sarà tutto quello che la Francia e il mondo avranno guadagnato.